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Martedì 12 aprile
CESSATE IL FUOCO
Nella notte del 10 aprile è entrato in vigore in Yemen il cessate il fuoco imposto dall'ONU e annunciato dal suo inviato, Ismail Ould Cheikh Ahmed, come misura per calmare la situazione in vista dei colloqui di pace che si terranno in Kuwait il prossimo 18 aprile. La tregue in Yemen interessa in una prima fase solo la città di Taiz.

La sanguinosa guerra civile in corso nel Paese più povero della penisola arabica dura da oltre un anno e, secondo un bilancio dell'ONU, ha causato finora la morte di almeno 6.000 persone, di cui circa 3.000 civili. Anche nell'ultimo giorno prima dell'entrata in vigore della tregua, almeno 20 persone sono morte in combattimento. 

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ATTACCO SUICIDA AD ADEN
In questa situazione di caos, organizzazioni jihadiste come l'Isis, e soprattutto Al Qaida nella Penisola arabica (Aqpa) hanno approfittato per espandere i loro raggi d'azione, in particolare nel sud del Paese. Anche oggi cinque persone sono morte oggi ad Aden, nel sud dello Yemen, quando un attentatore suicida si è fatto saltare in aria nei pressi di uno stadio dove erano in coda giovani che volevano arruolarsi nell'esercito. L'attacco, riferisce la televisione panaraba Al Jazira, è stato rivendicato da Al Qaida.

UN ANNO DI BOMBARDAMENTI
In Yemen si combatte dal 26 marzo del 2015: a sostegno della forze leali al presidente Abd Rabbo Mansur Hadi, l'Arabia Saudita e la coalizione araba che la sostiene da un anno bombarda le aree controllate dai ribelli sciiti Houthi, sostenuti dall’Iran, che poco più di una hanno conquistato la capitale, Sana'a e controllano varie aree del Paese, anche al fianco di truppe fedeli all'ex presidente Ali Abdullah Saleh, deposto nel 2012 dopo un anno di proteste e scontri fra varie fazioni tribali e militari.

Lo Yemen è da oltre un anno in una guerra che — secondo l’Onu — ha fatto almeno 6.000 vittime, la metà delle quali civili, creando inoltre 2 milioni di sfollati e riducendo alcune aree del Paese alla fame. 

È una guerra combattuta sul terreno tra le due fazioni — gli Houthi e i governativi Sunniti — e per interposta potenza dall’Iran e dall'Arabia Saudita.

Imbarazzante per gli Stati Uniti, il sostanziale sostegno dato dall’amministrazione Obama alle incursione aeree saudite, responsabili di numerosi massacri di civili come quello al mercato di Mastaba.

Martedì 16 marzo 
RAID SU UN MERCATO AFFOLLATO A MASTABA

Almeno 65 persone sono rimaste uccise in due raid lanciati da caccia dell’Arabia Saudita su un mercato affollato a Mastaba, nel nordest dello Yemen.

L’informazione è stata diffusa dall’agenzia di Stato Saba, che è controllata dai ribelli Houthi. Altre 55 persone sono rimaste ferite. 

La tv degli Houthi, al-Masirah, ha tramesso immagini di cadaveri carbonizzati vicino a sacchi di farina e rottami. Testimoni hanno riferito che nei raid sono rimasti danneggiati anche abitazioni, ristoranti e auto.

Il mercato, di Mastaba, nella provincia yemenita di Hajja, era frequentato da migliaia di persone ed è stato colpito nell’ora di punta. 
Testimoni riferiscono che vicino al mercato non ci sono obiettivi militari. 

Oggi un jet degli Emirati arabi uniti (alleato dei sauditi) è precipitato vicino ad Aden, in una zona controllata dai ribelli.

[Ansa, The Guardian, The New York Times, UN Office for the Coordination of Humanitarian Affairs]

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