Redazione

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Secondo fonti militari, la coalizione bellica guidata dall'Arabia saudita avrebbe condotto nei giorni scorsi gli attacchi aerei più pesanti delle ultime settimane sulle postazioni dei ribelli sciiti Houthi Sana'a, la capitale dello Yemen, le cui macerie vediamo nelle prime foto di questa gallery. 

Le cifre del conflitto
Dal 26 marzo, quando ha avuto inizio l'intervento armato della coalizione sunnita contro gli sciiti Houthi - sostenuti e finanziati dall'Iran - che nel settembre 2014 hanno deposto il presidente Abd Rabbo Mansour Hadi, secondo gli ultimi dati forniti dalle Nazioni Unite, in Yemen si contano almeno 32.000 feriti5.700 morti, tra cui 830 donne e bambini. Nello stesso periodo si sono si sono verificate 8.875 violazioni dei diritti umani, con una media giornaliera di 43 casi.

Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA), oltre 21 milioni di persone, pari all'82 per cento della popolazione, hanno necessità di un qualche tipo di aiuto umanitario. A oltre 19 milioni dei 24 che vivono in Yemen mancano l'acqua potabile e l'accesso a prestazioni sanitarie. Sono oltre 2,3 milioni gli sfollati

Gli ultimi aggiornamenti
Secondo l'emittente satellitare al Arabiya, il 29 novembre, in un'area di frontiera, sarebbe stato ucciso in circostanze non chiarite Ibrahim Badr al Houthi, fratello del leader degli insorti sciiti yemeniti Abdelmalek. 

Nei pressi di Belhaf, al largo della provincia nord-occidentale di Shabwa, il 28 novembre due piccoli pescherecci carichi di armi, destinate alle milizie Houthi, sono stati abbattuti dalle forze della coalizione sunnita. Nel raid aereo avrebbero perso la vita tre contrabbandieri. Nei mesi scorsi i Paesi membri della coalizione hanno imposto un embargo sullo Yemen per tagliare i rifornimenti di armi agli Houthi e ai loro alleati, i militari legati all'ex presidente Ali Abdullah Saleh. 

Nello stesso giorno gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato di voler prendere parte "agli sforzi per sostenere e assistere i fratelli dello Yemen nel loro tentativo di pacificazione nazionale, in quanto la stabilità del Paese è stategica per l'intera regione": lo ha affermato il ministro di Stato e presidente del consiglio dei Direttori del National media council, Sultan Al Jaber, durante un incontro ad Abu Dhabi con la stampa internazionale. "L'aiuto allo Yemen arriva dopo esplicita richiesta del governo ufficiale dello Yemen e avverrà nell'ambito del coordinamento con gli altri Stati arabi della regione", per arrivare a "una soluzione pacifica e politica della crisi yemenita nell'ambito della risoluzione 2216 dell'ONU". La risoluzione approvata dal Consiglio di sicurezza dell'Onu, redatta dalla Giordania d'intesa con l'Arabia Saudita, impone pesanti sanzioni contro i ribelli Houthi. 

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