Assange si consegnerà alla polizia

Il fondatore di Wikileaks presto lascerà dopo due anni l'ambasciata dell'Ecuador a Londra. E' gravemente malato. Tutte le tappe della vicenda

Londra. Julian Assange si affaccia alla finestra dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra per parlare con la stampa – Credits: Peter Macdiarmid/Getty Images

Anna Mazzone

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Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, lascerà "presto" l'ambasciata dell'Ecuador a Londra, dove è confinato da due anni per evitare l'arresto in seguito alla condanna che pende sul suo capo in Svezia per stupro e abusi sessuali su due donne. Lo ha detto lui stesso, in una conferenza stampa improvvisa, che ha scatenato immediatamente una ridda di voci.

Perché Assange proprio adesso ha deciso di consegnarsi di fatto alla polizia per essere estradato in direzione Stoccolma? In molti sostengono che sia gravemente malato. Lui non conferma, ma ammette che due anni chiuso in una stanza farebbero "ammalare" qualsiasi uomo.

Secondo indiscrezioni della stampa britannica Assange soffrirebbe di problemi cardiaci e intestinali. Ma il suo staff non conferma e, anzi, dichiara che la scelta del papà di WikiLeaks non è motivata da quello che dicono "i media di Murdoch".

Paladino anarchico e anti-sistema per eccellenza, Julian Assange è stato al centro dell'attenzione della comunità internazionale negli ultimi quattro anni. Alla sua vita misteriosa e con tante ombre sono stati dedicati due film, uno nel 2012 e l'ultimo (Il quinto potere) nel 2013.

Il mondo intero comincia a conoscerlo a fine 2010, quando il suo sito pubblica una caterva di cablesdossier "segreti" che hanno come focus le attività della diplomazia Usa nel mondo. 251.287 documenti contenenti informazioni confidenziali e provenienti da 274 ambasciate Usa. 

Chiunque può accedere ai dossier su internet e in più quattro quotidiani internazionali (El Pais in Spagna, The Guardian in Gran Bretagna, Le Monde in Francia e il New York Times negli Usa) pubblicano i leaks più succulenti. Da allora Julian Assange entra nel mirino di Washington come un problema per la sicurezza nazionale. Gli Usa lo vogliono processare, ma lui dichiara che negli Stati Uniti rischierebbe la vita e si rifugia a Londra, dal figlio Daniel. 

E qui viene raggiunto da un'altra grana, apparentemente indipendente dalla sua attività con WikiLeaks. La Svezia lo accusa di stupro e abusi sessuali su due donne, conosciute durante una conferenza a Stoccolma nell'agosto del 2010. Julian Assange nega tutto, ma le donne confermano in tribunale che il papà di WikiLeaks ha avuto rapporti sessuali con loro senza condom, nonostante la loro richiesta di fermarsi.

Il 20 agosto 2010 i giudici svedesi spiccano un mandato d'arresto contro Assange per "stupro e molestie sessuali", ma il giorno dopo (il 21 agosto) il tribunale ritira il mandato, dichiarando che non ci sono i termini per accusarlo di stupro. Tuttavia, in forma cautelativa Assange viene sottoposto a un interrogatorio.

Il 1 settembre il caso viene riaperto e il 18 ottobre la Svezia gli nega il permesso di residenza, ne aveva fatto richiesta per aprire un ufficio di WikiLeaks a Stoccolma. Assange lascia la Svezia per Londra, dove l'8 dicembre 2010 viene raggiunto da un mandato di arresto dell'Interpol e portato in tribunale per l'estradizione su richiesta svedese al governo britannico. Il giudice nega l'estradizione, ma l'accusa annuncia che andrà in appello. Assange viene rilasciato dopo il pagamento di una cauzione di 240.000 sterline.

Dopo una serie di udienze, in cui gli avvocati difensori sembrano riuscire ad arginare il pericolo di una estradizione e di una condanna in Svezia, il 30 maggio 2012 la Corte suprema britannica decide che Julian Assange deve essere estradato. Il papà di WikiLeaks rischia la galera e teme di essere rimbalzato da Stoccolma a Washington. 

L'unica speranza è quella di richiedere l'asilo politico in un altro paese, ma non è facile. Julian Assange è un personaggio scomodo per la maggior parte dei governi del mondo. Ma il 18 agosto 2012 arriva la mano tesa dell'Ecuador. Il ministro degli Esteri di Quito dichiara che l'Ecuador ha concesso asilo ad Assange presso la sua ambasciata di Londra. in seguito al timore che l'estradizione possa violare i diritti umani. 

Immediatamente due poliziotti britannici si mettono all'ingresso dell'ambasciata e Julian Assange inizia i suoi due anni di "confino" nella sede diplomatica dell'Ecuador. Per la cronaca, a febbraio 2013 il costo della sorveglianza di Assange ammonta a circa 3 milioni di sterline.

A giugno 2014 il fondatore di WikiLeaks durante un'intervista con un gruppo di giornalisti presso l'ambasciata dell'Ecuador dichiara che suo figlio e sua madre sono stati minacciati da ignoti e che teme per la loro vita. Appare provato e non in forma.

Il 16 luglio 2014 i giudici svedesi confermano la condanna ai suoi danni e reiterano il mandato d'arresto. Il che significa che nel momento esatto in cui il papà di WikiLeaks metterà piede fuori dall'ambasciata dell'Ecuador, per lui scatteranno le manette.

E' probabile che Assange sia malato, come ha lasciato intendere senza scendere nei particolari, e in quel caso la Svezia non potrebbe ragionevolmente estradarlo negli Usa.

Ma queste sono solo congetture. Molto banalmente, è anche possibile che dopo due anni chiuso in una stanza, l'hacker più temuto dai potenti di tutto il mondo sia stanco e abbia deciso di aprire la porta e di scontare la pena che gli è stata inflitta, nonostante continui a professarsi innocente. E' l'unico modo per essere nuovamente libero, almeno tra qualche anno. 

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