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Elezioni austriache: perché l'estrema destra è crollata

Paolo Quercia, analista di geopolitica nonché genero di Joerg Haider, spiega perché il partito ipernazionalista Fpo ha perso quasi nove punti.

Austrian federal elections

Elisabetta Burba

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«Il crollo della Fpoe è stato il crollo dell’immagine del suo leader, Heinz-Christian Strache». L'analista Paolo Quercia spiega a Panorama le ragioni della sconfitta elettorale del Partito austriaco della libertà alle politiche del 29 settembre. Domenica scorsa, l'Fpo ha perso 8,7 punti, assestandosi al 17,3 per cento. Una débacle, per un partito che al suo massimo splendore aveva conquistato il 27 per cento dei consensi. Correva l'anno 1999 e a guidarlo c'era Joerg Haider, il governatore della Carinzia poi cacciato proprio da Strache. Oggi il partito pare entrato in un cono d'ombra. Panorama ha cercato capire perché con Paolo Quercia, che conosce bene la politica austriaca perché è uno stimato docente di geopolitica. Ma anche perché è genero di Haider, avendo sposato la figlia Ulli.
A che cosa è dovuta la sconfitta della Fpo?
Il crollo è stato impressionante, rispetto alle ultime politiche e anche alle elezioni europee. Le cause sono varie. Anzitutto c'è l’effetto Kurz, il giovane leader del Partito popolare Ovp che ha spostato a destra la sua formazione politica, portandola a inseguire l’Fpo su temi come l’immigrazione e l’Islam, ma anche la politica fiscale. Già quando aveva accettato di andare al governo con la Fpo di Heinz-Christian Strache, Sebastian Kurz aveva mantenuto la posizione di comando, riuscendo in tal modo a intestarsi gran parte dei consensi. Poi è intervenuto l'Ibizagate, la vicenda in cui il leader nazionalista offriva alla sedicente figlia di un oligarca russo appalti in cambio dell'acquisto di un giornale austriaco che influenzasse a suo vantaggio la campagna elettorale. Lo scandalo ha distrutto la popolarità di Strache, l’unica personalità di rilievo nel partito.
E l'attuale leader, quel Norbert Hofer che ha preso il posto di Strache?
Si è dimostrato di scarso spessore politico. Probabilmente la strategia di Kurz era fin dall’inizio di svuotare l'Fpo di una parte dei voti di destra, quelli più di opinione, per poi interrompere l’esperienza di governo. Il caso di Ibiza ha rappresentato una buona occasione: lo scandalo avrebbe potuto essere gestito senza portare alla caduta del governo, come tanti altri scandali della vita politica austriaca, ma Kurz ha deciso di passare all’incasso.
La Fpo mantiene uno zoccolo duro di tutto rispetto. E ciò nonostante gli scandali e nonostante le ripetute accuse di antisemitismo. Come mai?
Sono 20 anni, ormai, che l’Fpoe raccoglie dal 20 al 30 per cento degli elettori. E’ una delle tre famiglie politiche austriache. Gli elettori austriaci sono molto sensibili agli scandali, soprattutto quelli che vengono cavalcati dai media principali. L’immagine pubblica, a differenza dell’Italia, è molto importante in Austria. Per questo Strache è stato punito. Tutti si aspettavano una flessione importante del suo partito, ma mi pare che la flessione sia stata superiore al previsto. In Austria rimarrà sempre comunque un elettorato di destra che non si riconoscerà né nella tradizione socialista né in quella popolare. Per Haider erano i sostenitori delle piccole patrie contro la globalizzazione e contro la partitocrazia della grande coalizione rosso-nera. Per Strache è una destra con caratteri più nazionalisti. Episodi di antisemitismo ogni tanto sono emersi, ma penso siano casi molto isolati, certamente da condannare. Non è questa la forza della Fpo, che comunque resterà importante anche in futuro.
Ma che prospettive ha adesso? Sarà destinato a un ruolo marginale o potrebbe tornare in prima fila sulla scena politica?
Intanto bisogna vedere come andranno le consultazioni, che dureranno un paio di mesi. La mia previsione è che il prossimo governo sarà un inedito popolari-verdi, un esecutivo della destra conservatrice di Kurz con la sinistra ambientalista. Un’esperienza anomala, trainata dall’effetto Greta e dalla decisione della Germania di varare una maxi politica di incentivi all’ambiente di 54 miliardi di euro. Per l’Austria è fondamentale restare agganciata agli standard ambientali tedeschi, che in futuro potrebbero diventare anche barriere commerciali. Ma nulla è scontato. Kurz ha le mani libere e potrebbe anche ritentare la carta dell’alleanza con la Fpoe se dovessero andar male i negoziati per la formazione del nuovo governo. Uno scenario che potrebbe portare alla ulteriore affossamento del Fpoe.  
Sono realistiche le voci di un'imminente scissione dell'Fpo?
La ritengo improbabile: mi pare manchino i leader per un'opzione del genere.. Strache potrebbe cercare di fare un partito personale, ma non mi sembra che abbia un futuro politico. Quello che è realistico è la riorganizzazione del partito con una nuova classe dirigente, archiviata l’era Strache. Sempre che Kurz non decida di ritornare al governo con l'Fpo. Questa è una fase molto fluida e inedita della vita politica austriaca, dove tutto potrebbe succedere.
A proposito: è vero, come dice oggi a Repubblica il giornalista Raimund Loew, che Kurz è l'erede di Haider?
Non mi pare proprio. Non lo è Kurz e non lo era Strache. E' vero però che l’Oevp di Kurz somiglia per certi aspetti al progetto politico haideriano dell’Alleanza per il futuro dell’Austria. Nel 2005 Il leader carinziano ruppe con l’ala massimalista del partito (che poi lo espulse), per fondare un movimento più liberale e fuori dalle rigide categorie austriache.
Haider non fece in tempo a realizzarlo, Kurz ora potrebbe raccogliere il testimone?
Forse Kurz punta a intercettare quella fascia di elettorato di centro-destra che in Austria non è ben rappresentata, schiacciata tra la destra cattolica e quella nazionalista. Questo era probabilmente il progetto di Haider poco prima che morisse. Ma temo che la normalizzazione della destra austriaca sia qualcosa di praticamente impossibile e non credo che Kurz seguirà questa via. Il suo progetto era quello arginare di l’ascesa dell’Fpo e di riportarne i voti all’interno del partito conservatore. Da questo punto di vista, missione compiuta.

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