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Volo MH17 abbattuto in Ucraina: le due versioni di Kiev e Mosca

Secondo l’ultimo rapporto presentato dal team investigativo internazionale ad abbattere il jet sono stati i russi. Una ricostruzione attendibile?

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Parti del relitto del Boeing 777 Malaysia Airlines abbattuto da un missile il 17 luglio 2014 in Ucraina – Credits: EPA/ALYONA ZYKINA

Per Lookout news

In base all’ultimo rapporto presentato mercoledì 28 settembre dal team investigativo internazionale JIT (Joint Investigation Team) che sta indagando sull’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines, avvenuto nei cieli ucraini il 17 luglio 2014 (298 morti), a colpire il velivolo (un Boeing 777) sarebbe stato un missile lanciato con un sistema missilistico russo BUK. Il sistema sarebbe stato trasferito dalla Russia in un territorio dell’Ucraina orientale controllato da milizie di ribelli separatisti filorussi. Sempre secondo il rapporto, dopo il lancio il sistema missilistico BUK sarebbe stato riportato in territorio russo.

 Il dossier ha innescato le immediate reazioni di Ucraina e Russia. Lookout News ha messo a confronto il commento dei due Stati sull’attendibilità del rapporto presentato dagli investigatori del JIT: da un lato la dichiarazione ufficiale diramata dal ministero degli Affari Esteri ucraino; dall’altro un’analisi dettagliata dei punti poco chiari del dossier pubblicata da Russia Today.

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La versione del governo ucraino
Oggi (mercoledì 28 settembre, ndr) il team investigativo internazionale composto da rappresentanti di Ucraina, Paesi Bassi, Malesia, Australia e Belgio ha presentato i risultati preliminari delle indagini condotte sull’abbattimento del volo MH17 della Malaysian Airlines. La pubblicazione di queste informazioni è un traguardo importante per il raggiungimento dell’obiettivo comune che si sono posti questi Paesi: assicurare alla giustizia tutti i responsabili dell’abbattimento del velivolo. È un nostro dovere morale nei confronti delle 298 vittime, dei loro parenti e amici. È importante sottolineare che i risultati preliminari delle indagini hanno confermato i risultati della relazione tecnica pubblicata lo scorso ottobre dal Dutch Safety Board, vale a dire che l’incidente è stato causato dall’esplosione di un missile lanciato contro l’aereo con un sistema missilistico BUK. Tutte le altre possibili cause di questa orribile tragedia sono state esaminate e respinte nel corso delle indagini. Ciò mette fine a tutti i tentativi della Russia di screditare le indagini e le conclusioni finora raggiunte dal team investigativo facendo circolare informazioni distorte o fabbricate ad hoc.

 La relazione di oggi mette inoltre in evidenza un nuovo e importante elemento: le informazioni sul luogo di provenienza del sistema missilistico, trasportato in Ucraina dalla Russia e poi fatto rientrare in Russia attraverso un’area del confine russo-ucraino controllata dalla Russia e dalle milizie filorusse. Questa informazione dimostra ancora una volta il coinvolgimento diretto dello “Stato-aggressore” nell’abbattimento del velivolo. Un’indagine specifica su ciò che collega il luogo del lancio alla catena di comando (da cui è stato dato l’ordine di lanciare il missile, ndr) è in corso e i risultati verranno presentati presto al tribunale competente.

 Naturalmente, il metodo per rendere il più efficace possibile l’azione penale (nei confronti degli autori dell’abbattimento del velivolo, ndr) sarebbe quello di istituire un tribunale internazionale sotto l’egida del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Nonostante vi sia un ampio sostegno internazionale a questa proposta, la Russia è l’unico Paese che ha posto un veto all’approvazione di una risoluzione sulla creazione di questo tribunale da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. A tal proposito, gli Stati coinvolti nelle indagini continuano a lavorare per individuare i metodi più efficaci attraverso cui i responsabili della catastrofe saranno chiamati a rispondere delle loro azioni.

 L’Ucraina e gli altri quattro Paesi in questione continueranno a fornire pieno sostegno al team investigativo e faranno tutto il possibile per agevolare le indagini. Il completamento delle indagini richiede il continuo sostegno e la cooperazione dei Paesi, come previsto dalla risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 2166 (2014). Chiediamo a tutti i Paesi di cooperare alle indagini. Ci aspettiamo che la Russia, su pressione della comunità internazionale, inizi finalmente a rispettare la risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 2166, così come previsto dai suoi obblighi internazionali.

 

L’analisi di Russia Today
Durante la presentazione dei risultati delle sue ultime indagini, il team investigativo internazionale JIT (Joint Investigation Team) non ha voluto rivelare la natura delle fonti da cui ha ricevuto le informazioni e le prove utilizzate per condurre la sua inchiesta. “Non possiamo e non vogliamo dirvi tutto – hanno spiegato i responsabili del JIT – perché ciò potrebbe mettere a repentaglio le indagini e favorire gli autori dell’abbattimento del velivolo”. Nell’analizzare i punti considerati poco chiari del rapporto, Russia Today ha posto cinque quesiti a cui gli investigatori non hanno ancora dato risposta.

 

1) Qual è l’identità dei testimoni oculari?
Secondo il JIT, il sistema missilistico BUK da cui sono stati lanciati i missili che hanno colpito il volo MH17 è stato trasportato in Ucraina dalla Russia e, successivamente, trasferito in un sito di lancio situato nei pressi del villaggio di Snezhnoye. Il team investigativo è arrivato a questa conclusione attraverso la raccolta di testimonianze di persone che avrebbero assistito in diretta all’esplosione. Tuttavia, al momento della presentazione dei risultati delle indagini, i testimoni oculari non sono stati nominati per “ragioni di sicurezza”.

Inoltre, in riferimento alla scia di fumo che sarebbe stata vista dai testimoni oculari a seguito dell’esplosione nei pressi di Snezhnoye, il team investigativo non ha mostrato alcun filmato registrato sul posto dai testimoni in modo da poter avere conferme sull’attendibilità dei loro racconti.

 

2) Chi sono gli autori delle conversazioni telefoniche intercettate?
Oltre a utilizzare come prove testimonianze oculari, per dimostrare la propria tesi il team investigativo ha anche usato delle intercettazioni di conversazioni telefoniche. Il JIT ha dichiarato di aver esaminato “circa 150.000” telefonate intercettate, ma durante la presentazione degli ultimi risultati delle indagini sono state rese pubbliche solo le trascrizioni delle registrazioni audio di una manciata di conversazioni. In una delle telefonate intercettate, in particolare, viene fatto riferimento alla necessità di disporre di un sistema per il lancio di missili. Nella stessa conversazione verrebbe confermato che le forze ribelli ne avevano uno a disposizione.

Il JIT ha fornito la data in cui sono state effettuate le chiamate, ma non ha reso note le generalità delle persone che hanno intrattenuto le conversazioni ritenute più “sensibili”. Il JIT ha sostenuto di aver verificato in modo indipendente l’autenticità di queste conversazioni, ma la Russia non è stata coinvolta in queste verifiche.

 

3) Le simulazioni al computer
Gli investigatori del JIT dicono di essere riusciti a tracciare “gran parte del percorso” effettuato per trasferire il sistema missilistico BUK dalla Russia in Ucraina. Ma la prova principale che ha permesso agli investigatori di ricostruire questo percorso non è rappresentata da immagini reali, bensì attraverso una simulazione del percorso al computer.

 

4) Rilevazioni radar e immagini satellitari
Per individuare la posizione esatta del lancio del missile il team investigativo ha utilizzato rilevazioni satellitari fornite dagli Stati Uniti. In base a queste rilevazioni è stato dimostrato che il lancio è stato effettuato da un sito situato circa sei chilometri a sud del villaggio di Snezhnoye. Le immagini satellitari non sono però state allegate alla relazione. Il 26 settembre la Russia ha sottoposto al JIT rilevazioni grezze effettuare da un radar situato in Russia. Mosca ha anche invitato l’Ucraina a rilasciare le rilevazioni effettuate dai suoi radar. Ma i dati richiesti ad oggi non sono stati resi pubblici.

5) Il tipo di missile utilizzato
Il 28 settembre il team investigativo ha ribadito di non poter confermare con certezza il tipo di missile utilizzato per l’abbattimento del volo malese, dichiarando che si tratta con molta probabilità di un modello 9M38. Eppure la società russa Almaz-Antey ha dichiarato di essere in grado di indentificare chiaramente che si tratta di un missile di tipo 9M38 (da tempo non più sul mercato in Russia) a seguito di test effettuati lo scorso anno. Questi test non sono però stati tenuti in considerazione dagli investigatori.

 Almaz-Antey ha chiesto inoltre ulteriori chiarimenti per ricevere i dati top secret posseduti dal JIT che dimostrerebbero con certezza che il sistema missilistico utilizzato per il lancio del missile è un BUK russo. Per averne la certezza, il team investigativo ha effettuato una simulazione con un sistema missilistico “simile” prodotto negli Stati Uniti. Secondo la società russa si tratta però di due sistemi con caratteristiche differenze, compresa la capacità di gittata.

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