Edoardo Frittoli

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Sono le 02:09 del mattino del 19 maggio 2016 quando i radar militari dell'isola di Creta captano l'ultimo segnale arrivato dal volo MS804 mentre si trova a 200 km a Nord delle coste egiziane.

Così scompariva inghiottito dalle acque dell'Egeo l'Airbus A320-232 marche SU-GCC della Egyptair durante un volo di routine da Parigi al Cairo. Aveva a bordo 56 passeggeri e 10 membri dell'equipaggio. Nessuno è sopravvissuto.

Le investigazioni che seguirono l'incidente aereo saranno alla base di una serie di tensioni internazionali, per l'ipotesi terroristica emersa per la prima volta dalle fonti egiziane.

Pochi giorni fa la BAE, l'Agenzia della sicurezza del volo francese (competente nelle indagini in quanto 12 delle vittime erano di nazionalità francese e poiché Airbus è un'azienda francese) ha categoricamente smentito il percorso investigativo egiziano, dando unicamente credito ad un guasto tecnico.

Cosa successe in cabina

Il recupero delle scatole nere esattamente un mese dopo il disastro permise di ricostruire gli ultimi attimi di volo prima dell'incidente: una serie di messaggi ACARS (Aircraft Communications Addressing and Reporting System- Sistema di comunicazione e rapporto dell'aeromobile) che avevano rilevato dapprima fumo nella toilette attigua alla cabina di pilotaggio, quindi esteso al sistema di avionica dell'Airbus. Le registrazioni delle voci in cabina confermavano l'allarme per un incendio a bordo, prima del silenzio radio. I radar greci rilevavano un'improvvisa sbandata a 90° a sinistra e subito dopo una brusca virata a 360° a destra prima della discesa in picchiata e dell'impatto con le acque in mezzo all'Egeo.

Le scatole nere

Dopo il recupero delle scatole nere si consumò la tensione internazionale tra i Paesi coinvolti nell'incidente. Diversissime le opinioni francesi ed egiziane, con i secondi propensi all'ipotesi attentato. Ma anche degli esperti americani e russi: i primi allineati con le ipotesi francesi, i secondi quasi convinti dell'azione terroristica. Le autorità investigative del Cairo avevano indicato la possibilità di un sabotaggio avvenuto mentre l'aereo si trovava a terra all'aeroporto Charles De Gaulle.

Le diverse ipotesi della tragedia

Nei mesi successivi alla sciagura erano emerse, riportate dai media internazionali, inquietanti notizie che riguardavano l'Airbus precipitato: fu riportato che due anni prima dell'incidente fu ritrovata una scritta sulla carlinga che minacciava "abbatteremo questo aereo" ed imprecazioni contro il Presidente egiziano Al Sisi (chiamato "traditore" e "assassino"), esattamente come quelle apparse sui muri del Cairo dopo il rovesciamento del Governo Morsi nel 2013. Per di più, all'indomani del cambio di governo, diversi dipendenti di Egyptair erano stati licenziati per motivi politici in quanto appartenenti al movimento dei "Fratelli Musulmani".

Una terza ipotesi riporta direttamente alla memoria la strage di Ustica del 27 giugno 1980. Si fece presente il fatto che durante il viaggio del volo MS804 fossero in corso esercitazioni militari della NATO.

In seguito, fu segnalato che l'Airbus di Egyptair avrebbe compiuto tre atterraggi di emergenza in seguito ad allarmi ACARS all'Asmara, a Tunisi e al Cairo. Questa notizia è stata categoricamente smentita dai vertici di Egyptair.

Le autopsie e l'esplosivo

Nel dicembre del 2016 le autorità egiziane effettuarono le autopsie sui corpi delle vittime: a supporto della tesi degli investigatori del Cairo furono rinvenute tracce di esplosivo sia sui vestiti che sui resti dei passeggeri. Ad avvalorare l'ipotesi del sabotaggio contribuirono i quei giorni anche le interviste ad alcuni piloti che giudicarono i messaggi ACARS emessi dai computer di bordo prima dell'impatto compatibili con un'improvvisa depressurizzazione causata da un'esplosione.

L'ipotesi attentato sarà smentita dai Francesi esattamente un anno dopo la sciagura, il 17 maggio 2017 quando fu negato categoricamente il ritrovamento di tracce di esplosivo sui cadaveri dell'equipaggio e dei passeggeri. Fonti non specificate francesi riprese dalla stampa parlarono in quei giorni di una terza ipotesi mai ufficialmente confermata: ad appiccare il fuoco sarebbe stato il surriscaldamento del caricatore dello smartphone del copilota.

A peggiorare le relazioni tra gli investigatori francesi e quelli egiziani ha contribuito il veto posto dall'autorità giudiziaria del Cairo ad ulteriori accertamenti da parte dei tecnici francesi, in quanto l'indagine comprenderebbe l'ipotesi dell'attentato e sarebbe dunque ad esclusivo appannaggio della Giustizia egiziana.

Oggi, a due anni dalla sciagura, tutto è ancora sospeso all'ultima comunicazione del volo MS804 lanciata da 11.000 metri di quota sopra le acque scure della notte del 16 maggio 2016.  Le famiglie delle 66 vittime sono ancora in cerca di una verità che tarda a venire.

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