Esteri

Nuova via della seta: il match Xi Jinping/Macron

Dopo l'Italia, il presidente cinese farà tappa in Francia. E dovrà fare i conti con l'inquilino dell'Eliseo.

Cina Presidente Xi Jinping

Nella sua tournée europea, la tappa più impegnativa sarà senz'altro l'ultima: quella francese. Dopo l'Italia e il Principato di Monaco, il presidente cinese Xi Jinping andrà prima a Nizza e poi a Parigi dal 24 al 26 marzo. E dovrà vedersela con l'osso più duro: Emmanuel Macron, che ha invitato anche la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Come scrive Le Monde, «al di là degli omaggi diplomatici, il presidente francese resta uno di quelli che, fra i suoi pari europei, hanno il linguaggio più deciso nei confronti di Pechino». Non a caso, aggiunge con una nota celebrativa il quotidiano parigino, il cognome dell'inquilino dell'Eliseo, adattato in cinese, suona «Ma Ke Long». Ossia «il cavallo che doma il dragone». 

In effetti, quando si tratta di parlare della Cina, il capo dello Stato francese è molto schietto. Per esempio ha dichiarato che «l'Unione europea dovrebbe avere un approccio coordinato nei confronti della Cina», criticando implicitamente i cosidetti cavalieri solitari, cioè i Paesi come l'Italia, che sta per firmare il memorandum d'intesa sulla Nuova via della seta con Pechino. Perché, se è vero che una dozzina di altri Paesi europei ha stretto accordi con la Cina a partire dal 2015, è altrettanto vero che Francia, Germania e Regno Unito si sono sempre rifiutati di farlo.
Come si legge in un approfondimento dell'Ispi intitolato «Cina e Italia: sfide e opportunità di una partnership discussa», l’atteggiamento di Parigi è molto più cauto di quello italiano. «Il presidente Emmanuel Macron si è più volte espresso a favore di un coordinamento multilaterale tra i membri dell’Ue e la Cina» scrive l'Istituto per gli studi di politica internazionale, «rivendicando il suo sostegno allo “spirito di uguaglianza, reciprocità”, dove lo spirito di uguaglianza sottintenda però “il rispetto della sovranità nazionale”».
Assieme a Berlino, Parigi sostiene il principio della reciprocità nei confronti della Cina e della Nuova via della seta. Principio che è al centro del piano di azione in 10 punti elaborato dalla Commissione europea per tentare di controllare l'avanzata cinese in Europa. Il piano, che ha un approccio strategico nei confronti dell'iniziativa One Belt One Road, è stato elaborato per chiarire le numerose implicazioni del progetto di Pechino: economiche e commerciali, ma anche tecnologiche e di sicurezza. In quest'ottica, il governo francese da tempo insiste sulla necessità di uno screening sugli investimenti cinesi in Europa (l'Italia è invece stata, lo scorso 14 febbraio, l'unico Paese Ue, assieme al Regno unito, ad aver votato contro il regolamento per il controllo degli investimenti diretti esteri nella Ue).
Altro cavallo di battaglia di Macron: la reciprocità in tema di accesso ai mercati. Consapevole degli atout della seconda potenza economica del pianeta, il presidente transalpino è molto interessato a migliorare l’accesso delle merci francesi sul mercato cinese. Ma ci tiene anche a far crescere gli investimenti, le importazioni e le joint venture cinesi in Francia.
Tutti temi che saranno sul tavolo delle trattative nella tappa francese della trasferta di Xi Jinping, che avverrà in occasione del cinquantacinquesimo anniversario delle relazioni diplomatiche franco-cinesi. Ma, sulla strada per Nizza, il presidente cinese farà una sosta a Monte Carlo. Un passaggio-chiave: avendo già firmato un accordo con il gruppo di telecomunicazioni cinese Huawei, il Principato sarà il primo Paese al mondo interamente coperto dalla tecnologia 5G.

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