La vera storia di Boko Haram secondo Mike Smith

Come un piccolo gruppo che agli albori si occupava di educazione islamica possa arrivare a minacciare tutta l'area: tutta la verità in un libro

Boko-haram

Un gruppo di integralisti di Boko Haram – Credits: EPA/STR

"Sì, l'educazione occidentale è proibita", disse l'uomo a torso nudo con il braccio fasciato che era appena stato portato nella sala degli interrogatori. "Qualsiasi tipo di conoscenza che contraddice l'Islam è proibito". Era il luglio 2009. Mohammed Yusuf era il leader di un gruppo di jihadisti allora poco conosciuti in Nigeria. Lo stavano interrogando dopo un modesto scontro a fuoco nel nord-est della Nigeria con un gruppo di poliziotti. (...) Poche ore più tardi Yusuf fu giustiziato dalle forze di sicurezza, senza che non uno dei grandi network internazionali riprendessero la notizia.


Più che concentrarsi sugli argomenti solitamente oggetto degli interrogatori di polizia, quel dialogo tra il leader dell'allora innocuo Boko Haram e il commissario nigeriano - registrato in un video - sembrava solo uno scambio di battute teologico tra due musulmani. Nessuno percepì che quel gruppo che inizialmente sembrava volersi occupare solo degli aspetti educativi islamici stesse per dare l'assalto al potere nigeriano, scatenando nel giro di qualche anno una guerra senza quartiere contro chiunque - cristiano o financo musulmano - si mettesse di traverso rispetto agli obiettivi militari del gruppo. (...)



Nei cinque anni successivi alla morte del leader fondatore, Boko Haram ha diffuso il caos nel nord-est della Nigeria, Niger, Camerun e Ciad. Più di 10.000 persone sono state uccise  e ben 1,5 milioni di persone cacciate dalle loro case. Alla fine del 2014 quel gruppo il cui nome è traducibile con l'educazione occidentale è sbagliata dichiarò la sua intenzione di formare un califfato. Nel gennaio 2015 ha proclamato fedeltà allo Stato islamico (IS).

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Non c'è bisogno di alcuna istruzione
Uno dei motivi per cui Boko Haram è rimasto un mistero per gran parte dei giornalisti occidentali è semplice. Da un lato perché, a differenza di Al Qaeda e dell'Isis, il gruppo non ha mai rafforzato la sua centrale propagandistica. Dall'altro perché i giornalisti non sono in grado di entrare nel territorio che controlla. Inoltre, il suo limitato radicamento regionale è stato visto finora dalla maggior parte delle agenzie di intelligence occidentali come la garanzia che non si trattava di una minaccia internazionale.

Secondo Mike Smith, giornalista e autore di uno dei pochi libri su Boko Haram, Yusuf era convinto che il mondo sia piatto, che la pioggia sia un regalo di Allah e che occorreva tornare a uno stile di vita che c'era nel VI secolo. Quando gli chiesero perché avesse attrezzature informatiche e strutture ospedaliere a casa sua, Yusuf ha risposto però: "Si tratta di prodotti tecnologici. L'educazione occidentale è un'altra cosa". (...)

Il successore di Yusuf, Abubakar Shekau, è una figura enigmatica conosciuta in gran parte attraverso i brevi video che il suo gruppo ha rilasciato dove giustifica la schiavitù le studentesse rapite in Chibok: "Allah dice che dovrei venderle. Mi ordina di venderle". Ogni volta che le forze nigeriane affermano di averlo ucciso, appaiono nuovi video dove i funzionari della sicurezza si interrogano sempre se sia sempre lui quello che appare in tutti questi video sgranati. 

Boko Haram ha rischiato di far saltare le elezioni presidenziali in Nigeria del 28 marzo. La votazione è stata rinviata di sei settimane, perché l'esercito ha detto di non poter garantire la sicurezza dei seggi elettorali. L'incapacità del governo di contrastare i jihadisti ha eroso la sua popolarità. Gli aiuti del Chad, con nuove armi e truppe meglio addestrate, hanno permesso di ottenere alcuni successi militari contro Boko Haram. Ma la risposta politica è stata maldestra.

Inizialmente il governo rimase inerte e inattivo. Boko Haram era solo un piccolo gruppo che si limitava ad attaccare le stazioni di polizia e in alcune cittò a prendere manu militari il controllo del commercio all'ingrosso. Poi, quando la dimensione del pericolo è apparsa evidente, le truppe nigeriane hanno cominciato a scatenare una violenta rappresaglia anche contro gli abitanti dei villaggi nel nord-est del paese, sequestrando e uccidendo tutte le persone anche solo sospettate di sostenere Boko Haram. (...)

Vale la pena leggere il libro di Mike Smith dedicato a Boko Haram. L'autore  ha visto davvero i corpi in decomposizione dei civili uccisi dai jihadisti raccolti dalla polizia e l'esercito trasportati un ospedale di Maiduguri, una città del nord. Ha visto davvero i vigilantes armati di spade e ciondoli magici che cercano di difendere loro villaggi. Considerando la scarsità di informazioni disponibili in Occidente, leggere Boko Haram: Inside Nigerian Unholy war è un primo passo per la comprensione di quello che sta accadendo in Nigeria. (fonte: Economist)

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