Redazione

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5 luglio 2017 - È riapparso in un video Oscar Perez, il poliziotto che nella notte fra il 27 e il 28 giugno 2017 pilotò l'elicottero da cui vennero lanciate delle granate contro la Corte Suprema di Caracas e che, accusato di colpo di Stato dal governo venezuelano, si è dato alla macchia, ricercato dalle forze speciali.

Il giorno dopo il clamoroso attacco, le autorità del Paese hanno chiesto all'Interpol di spiccare contro l'uomo un mandato di cattura internazionale.

Nel video diffuso nella notte, Perez chiede all'opposizione di continuare le manifestazioni contro il presidente Nicolas Maduro e ai venezuelani di rimanere "fermi nelle strade". "Prendiamone coscienza. Il momento è ora, non domani. Il momento di svegliarsi è ora...", dice il 36enne.


 

Ritrovato l'elicottero dell'attacco alla Corte Suprema

29 giugno 2017 - Il vicepresidente venezuelano e fedelissimo di Nicolas Maduro, Tareck El Aissami, ha annunciato ieri sera che l'elicottero usato per attaccare il Tribunale Supremo nella notte del 27 giugno è stato localizzato in una zona selvatica vicino al villaggio di Osma, nello Stato di Vargas, sulla costa caraibica a nord della capitale venezuelana. 

Non ci sono tracce dell'agente della polizia scientifica, Oscar Perez, che ha usato il velivolo per colpire con granate e colpi d'arma da fuoco il ministero dell'Interno e il Tribunale Supremo. Contro Perez è stato spiccato un mandato di cattura internazionale, emesso dal ministro dell'Interno e della Giustizia, Nestor Reverol. 

El Aissami ha chiesto alla popolazione di Vargas "il massimo appoggio" per rintracciare Oscar Peres, il "terrorista fanatico estremista che ieri ha commesso queste azioni, condannate dall'intero Paese", affermando che l'uomo "fa parte di una cospirazione con agenzie internazionali di intelligence per sovvertire lo Stato democratico venezuelano".

Maduro: "Un attentato terroristico" 

28 giugno 2017 - Subito dopo l'attacco alla Corte Suprema, dalla TV di Stato il presidente Nicolas Maduro lo ha definendolo un atto terroristico e accusando la "destra estremista" di aver sferrato una "offensiva insurrezionale".

Il presidente mobilita l'esercito: Caracas blindata

Mentre alcuni carri armati percorrevano le strade di Caracas e circondavano palazzo Miraflores, sede della Presidenza, un gruppo di soldati è entrato nel Parlamento - dove la maggioranza dei deputati si oppone a Maduro - e si è scontrato con deputati e senatori.

Maduro, il 54enne successore di Hugo Chavez, da oltre tre mesi alle prese con proteste e scontri di piazza nei quali hanno perso la vita almeno 80 persone, ha detto che alla guida dell'elicottero c'era un agente dell'intelligence, Oscar Perez, che è riuscito a fuggire ed è ora ricercato dalle forze speciali del governo.

Tra i responsabili Maduro ha anche indicato un agente della Brigata azioni speciali (Bae), Oscar Rodriguez, evidenziando i suoi legami con Miguel Rodriguez Torres, ex ministro degli Interni e della Giustizia, accusato di essere "in contatto con la Cia".

Sui social media sono rimbalzate le immagini dell'agente che pilotava l'elicottero, a volto scoperto, mentre un altro uomo mascherato sventolava uno striscione con la scritta "350 Libertad", riferendosi all'articolo della Costituzione che consente ai cittadini la disobbedienza civile rispetto "ad ogni regime che nega le garanzie democratiche e mina i diritti umani".


Chi è Oscar Perez

Oscar Perez è l'agente della polizia scientifica e paracadutista che ha pilotato l'elicottero. È ancora ricercato dalle forze speciali venezuelane.
In un video postato su Instagram ha esortato il Paese alla lotta per costringere Maduro alle dimissioni.

La Corte Suprema è bersaglio degli oppositori di Maduro che la accusano di non frenare il potere del Presidente e di limitare, invece, quello del Parlamento, che è controllato dall'opposizione.

Nel 2015 Oscar Perez fu il protagonista di "Muerte Suspendida" (Morte Sospesa), un film carico di azione su un argomento spinoso in cui molti venezuelani si identificano: il sequestro.  

Nella trama della pellicola diretta da Oscar Rivas Gamboa e co-prodotta da Perez, volti noti del cinema e della tv venezuelana rappresentano l'unione, la fede e la speranza che si intrecciano per la risoluzione del caso di Benardino Correia, un portoghese titolare di distributori di benzina rapito da un gruppo di persone che chiedono un riscatto di 6 milioni di dollari per liberarlo.

Tra i protagonisti ci sono anche funzionari della polizia scientifica (Cicpc), di cui Perez fa parte, e l'obiettivo del film è mostrare ai venezuelani che il Cicpc lotta ogni giorno per sradicare la pratica criminale del sequestro, un cancro della società venezuelana.

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