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Venezuela: 8 cose da sapere su Juan Guaidó

La rapida ascesa dell'ingegnere di 35 anni che ha messo nell'angolo Maduro

Juan Guaidò Venezuela

Fino ai primi giorni del gennaio 2019 era un perfetto sconosciuto. Oggi è il deus ex machina del Venezuela, il Paese caraibico con le maggiori riserve petrolifere del pianeta. Per capire la sorprendente ascesa di Juan Gerardo Guaidó Marques, l'autoproclamato presidente ad interim contro l'«usurpatore» Nicolas Maduro, Panorama ha stilato una guida biografica a punti.

1. I nonni militari

Nato il 28 gennaio 1983 a La Guaira, il principale porto del Paese nello stato di Vargas, Guaidó è uno dei sei figli di una famiglia della classe media: padre pilota, madre insegnante. Un nonno era sergente della Guardia nazionale, l'altro capitano della Marina.

2. La tragedia di Vargas

Quando Juan frequenta l'ultimo anno delle scuole superiori, un disastro naturale devasta il piccolo stato di Vargas. Fra il 14 e il 16 dicembre 1999, piogge torrenziali causate dalla Nina provocano la morte di migliaia di persone, fra cui parenti e amici del futuro oppositore. La vicenda lo segna profondamente, risvegliando in lui una coscienza politica.

3. Università cattolica

Dopo la maturità conseguita nel 2000, Guaidó si iscrive all'Università cattolica Andrés Bello di Caracas, dove si distingue fin da subito per gli ottimi risultati accademici. Si laurea in ingegneria industriale nel 2007.

4. Leader studentesco

Molto attivo nella vita politica studentesca, nel 2007 Guaidó guida le proteste studentesche in difesa della libertà d'espressione contro il mancato rinnovo delle frequenze alla rete televisiva RCTV. Si mobilita anche contro il referendum costituzionale promosso dal presidente Hugo Chavez.

5. Washington connection

Nella formazione politica del giovane Juan è fondamentale il passaggio a Washington. Nella capitale statunitense partecipa al Programma di governance e management politico della George Washington University, che ha una stretta collaborazione con la Cia. Secondo fonti filo-Maduro, il soggiorno di Guaidó a Washington, sotto il tutoraggio dell'economista venezuelano Luis Enrique Berrizbeitia, già direttore esecutivo del Fondo monetario, avrebbe dato il la a un disegno statunitense per ottenere il cambiamento di regime in Venezuela.

6. La discesa in campo

Nel 2009 Guaidó fa parte di un gruppo di giovani leader che fonda il partito politico Voluntad popular, una formazione si definisce di centro-sinistra, assieme al capo dell'opposizione Leopoldo Lopez. Dagli arresti domiciliari, Lopez diventa il mentore di Guaidó, che nel 2011 entra nell'Assemblea nazionale, il Parlamento della Repubblica bolivariana.

7. L'articolo 233 della Costituzione

La svolta avviene nel dicembre 2018, quando Guaidó viene nominato presidente dell'Assemblea nazionale del Venezuela. Il giovane ingegnere, che è sposato e ha una bambina di un anno, presta giuramento il 5 gennaio 2019. Diciotto giorni dopo, mentre centinaia di migliaia di venezuelani sfilano nelle piazze del Paese contro il regime, si proclama presidente ad interim, sfidando apertamente la rivendicazione di Nicolas Maduro alla presidenza. Per farlo, si appella all'articolo 233 della Costituzione venezuelana, che permette al capo del Parlamento di prendere il potere per 30 giorni se la presidenza è vacante, in attesa di nuove elezioni. E' il 23 gennaio: lo stesso giorno Donald Trump lo riconosce come legittimo presidente. A seguire, il Canada, il Brasile e buona parte dei Paesi europei.

8. Il suo modello? Obama

«Sì, se puede» è il motto di Juan Guaidó: un chiaro riferimento al «Yes, we can» di Barack Obama. Alto e snello, l'autoproclamato presidente ricorda anche fisicamente l'ex presidente statunitense. E sua moglie, la giornalista e influencer Fabiana Rosales, ammette di guardare con ammirazione, fra le first ladies presenti e passate, alla figura di Michelle Obama.




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