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Usa: così Trump vuole rivoluzionare la rete di intelligence

Oltre a ridimensionare i poteri del Dni, il tycoon pensa di puntare più sugli agenti della Cia che sui software di spionaggio

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Redazione

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in attesa dell'insediamento ufficiale alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio, il presidente eletto Donald Trump sta già lavorando a un progetto per ridimensionare i poteri del direttore della National Intelligence (Dni): l'indiscrezione, inizialmente riportata dal Wall Street Journal, è poi subito rimbalzata sui principali media americani che citano fonti vicine al team di transizione.

L'ufficio del Dni venne creato nel 2004 in risposta agli attentati del 2001 alle Torri Gemelle, con il compito di coordinare le attività delle 16 agenzie emericane di intelligence, a partire dalla Cia. Il possibile cambiamento non lascia però sorpresi più di tanto gli osservatori, dal momento che Trump nel corso della sua campagna elettorale e anche dopo ha duramente attaccato il mondo dell'intelligence americano, soprattutto in merito alle presunte interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali che l'hanno visto prevalere su Hillary Clinton.

Secondo la Cnn, fautore del ridimensionamento del ruolo della Dni sarebbe in particolare il consigliere designato di Trump per sicurezza nazionale, l'ex generale Michael Flynn, costretto a dimettersi da capo della Dia nel 2014 per presunti contrasti con il presidente Barack Obama.

Sempre da rumors provenienti da fonti interne si è poi appreso che il tycoon starebbe anche valutando l'idea di potenziare la rete di "spionaggio umano" da parte di agenti della Cia a fronte di quello tecnologico portato avanti dalla Nsa (National Security Agency), sulla quale secondo molti conservatori il presidente uscente Barack Obama avrebbe fatto nel corso dei suoi due mandati eccessivo affidamento.

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