Oltre 200 persone sono state arrestate nel corso della notte, negli Stati Uniti, durante nuova ondata di proteste contro la violenza usata dalla polizia verso i cittadini afro-americani. Per la maggior parte le manifestazioni, ispirate dal movimento Black Lives Matter (Le vite dei neri contano), è stata pacifica.

Saint Paul, in Minnesota, dove nei giorni scorsi era stato ucciso l'afroamericano Philando Castile (il video della sua uccisione ad opera di un agente di origine asiatiche ha fatto il giro del mondo), la manifestazione è però degenerata in scontri che hanno portato al fermo di 102 persone che avevano, tra l'altro, occupata l'arteria Interstate 94. Cinque poliziotti sono rimasti feriti nel lancio di petardi, bottiglie di vetro e mattoni da parte dei manifestanti che hanno forzato il cordone di sicurezza.

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L'altro fronte caldo è stato a Baton Rouge in Louisiana, teatro dell'altra uccisione di un afromericano, Alton Sterling, ad ooera di due agenti che lo avevano bloccato a terra. Oltre 100 persone sono state arrestate tra cui anche l'ex candidato sindaco a Baltimora, Deray McKesson, esponente di spicco di Black Lives Matter. 

Ad Atlanta ne sono finiti in manette nove, facendo salire il bilancio complessivo del terzo giorno di contestazioni a circa 250.

Barack Obama sarà a Dallas domani, martedì 12 luglio, per intervenire a una cerimonia interconfessionale in memoria dei 5 agenti di polizia uccisi giovedì scorso dall'afroamericano Micah Xavier Johnson. Il killer, che ha ferito altri 7 poliziotti, puntava ad eliminare il maggior numero di agenti bianchi in risposta all'uccisione di Philando Castile e Alton Sterling per mano della polizia. Secondo quanto riferito ieri dal capo della polizia di Dallas, David Brown, l'uomo stava preparando altri attacchi e anche attentati dinamitardi: a casa sua è stato trovato esplosivo. 

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