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Gli Usa e i pacchi bomba, tutto quello che c’è da sapere

Una raffica di plichi sospetti, indirizzati a Barack Obama, Hillary Clinton, alla Cnn e a esponenti democratici. Trump esorta all’unità, ma l’Fbi avverte: “Potrebbero arrivarne altri”

pacchi bomba Usa

Eleonora Lorusso

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A far salire la tensione a due settimane dal voto di Midterm, le elezioni di metà mandato del 7 novembre, è arrivata anche una serie di pacchi bomba: i primi in pochissime ore l’uno dall’altro, tutti indirizzati a esponenti del Partito Democratico, realizzati in modo artigianale e del tutto simili a quello recapitato solo pochi giorni prima anche al miliardario George Soros, a sua volta nel mirino di Repubblicani statunitensi e nazionalisti europei. Verifiche anche su un plico sospetto all’ex vicepresidente americano, Biden.

Sul caso indaga l’Fbi, che ha ammonito: “E’ possibile che altri pacchi siano inviati per posta in altre località”. La Casa Bianca parla di “atti ignobili”, il presidente Trump ha esortato il Paese all’unità, condannando la violenza, ma il numero uno della Cnn punta il dito contro gli attacchi rivolti dallo stesso Trump ai media.

Da Obama a Clinton: i destinatari dei pacchi

I primi pacchi sospetti erano destinati all’ex segretario di Stato americano Hillary Clinton, già candidata democratica alla presidenza, e all’ex Presidente Barack Obama. A intercettarli il Secret Service, dunque non i servizi segreti, bensì l’ente che si occupa della sicurezza di presidente ed ex capi della Casa Bianca, che ha assicurato che in entrambi i casi la scoperta è avvenuta durante i normali controlli della posta in arrivo. Il terzo allarme è scattato invece nella sede del Time Warner a New York, che ospita la Cnn, facendo scattare l’ordine di evacuazione dell’edificio. In questo caso il destinatario era l’ex capo della Cia, John Brennan, ora consulente dell’emittente Msnbc.

Un quarto pacco è stato consegnato all’ufficio dell’ex presidente del Partito Democratico, Wasserman Schultz, a Sunrise in Florida, anche se il suo nome risultava come mittente, mentre il destinatario reale sarebbe stato l’ex segretario alla Giustizia, Eric Holder. Un quinto plico, poi, è stato ricevuto dal governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, mentre un ultimo presunto ordigno è stato individuato nell’ufficio di smistamento nell’area del Campidoglio, indirizzato alla deputata democratica della California, Maxime Waters.

Infine, la Cnn stessa ha riferito di indagini su un possibile ordigno recapitato all’ex braccio destro di Obama, vicepresidente durante il suo mandato, Joe Biden. Smentita, invece, la notizia di un pacco sospetto indirizzato alla Casa Bianca.

Le indagini e i sospetti

Sulla raffica di pacchi bomba indaga l’FBI, che ha aperto un fascicolo per “terrorismo interno”. Nel mirino sarebbero finiti tutti personaggi dell’area dem e oppositori del presidente Trump. Le attenzioni degli inquirenti si concentrano ora sui sostenitori repubblicani e su elementi dell’area di destra ed estrema destra. Nel plico al governatore Cuomo, ad esempio, erano contenuti uno o più file sul gruppo di estrema destra dei Proud Boys.

Tutti gli ordigni, che dai primi rilievi sembra non fossero realmente in grado di esplodere, erano realizzati in modo simile e analogo a quello del pacco sospetto destinato, solo pochi giorni prima, al miliardario e filantropo George Soros, inviso negli ambienti nazionalisti statunitensi ed europei.

Come mostrato da una foto ottenuta dall’Abc, le buste recapitate contenevano un tubo di plastica con polvere da sparo all’interno e nastro adesivo alle due estremità, un orologio digitale che fungeva da timer, e due fili. Oltre all’esplosivo ci sarebbero state schegge di vetro.

Pericolo ancora alto

La stessa Fbi ha invitato tutti a rimanere vigili, avvertendo che “è possibile che altri pacchi siano inviati per posta in altre località”. Il Bureau ha anche esortato a seguire alcune norme di sicurezza: “Non toccare, muovere o maneggiare alcun pacco sospetto o sconosciuto” ha spiegato, chiedendo la massima collaborazione nel fornire qualunque tipo di informazione che possa essere utile alle indagini.

La condanna di Trump (e Melania)

Il Presidente Usa ha rivolto un appello all’unità del Paese, ammonendo: “In questi tempi dobbiamo unire, dobbiamo stare insieme e mandare un messaggio molto chiaro, forte, inequivocabile: atti o minacce di violenza politica di qualsiasi tipo non hanno posto negli Stati Uniti”.

“La sicurezza del popolo americano è la mia massima e assoluta preoccupazione - ha aggiunto il capo della Casa Bianca, spiegando che il Governo “sta indagando su questi pacchi sospetti e porterà i responsabili di questi atti deprecabili davanti alla giustizia”.

Anche la First Lady, Melania Trump, ha rivolto un messaggio duro: “Non possiamo tollerare questi attacchi codardi, condanno con vigore tutti coloro che scelgono la violenza”.

La reazione dei Democratici

Secondo Hillary Clinton si stanno vivendo “tempi difficili” e occorre unità. Più duro il commento dei leader dem alla Camera, Nancy Pelosi e Chuck Schumer, che in una nota puntano il dito contro Trump, spiegando: “Ancora una volta il Presidente ha tollerato la violenza fisica e diviso gli americano con le sue parole e azioni”. Stessa linea per il Presidente della Cnn, Jeff Zucker: “C’è una totale mancanza di comprensione alla Casa Bianca sulla serietà dei continui attacchi ai media. Il Presidente e soprattutto la portavoce della Casa Bianca dovrebbero capire che le parole contano”.  

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