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Usa: Obama annulla il diritto di residenza per i clandestini in fuga da Cuba

Cancellata quella che è stata definita "una norma di un'altra era", in nome del "processo di normalizzazione tra i due Paesi"

Una regola "di un'altra era": con questa considerazione il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha annunciato la revoca con effetto immediato della norma (nota come "wet foot, dry foot", "piede bagnato, piede asciutto" a indicare la fuga via mare), che consentiva agli immigrati clandestini cubani di avere il riconoscimento della residenza legale negli Usa non appena toccato il suolo statunitense.

Da oggi i clandestini sono tutti uguali
Nell'annunciare la decisione a una settimana dal suo addio alla Casa Bianca, Obama l'ha anche definita un altro "passo importante verso la normalizzazione del rapporto tra i due Paesi", sottolineando anche come d'ora in poi gli immigrati cubani saranno trattati "allo stesso modo di quelli provenienti da altri Paesi". In altre parole, d'ora in poi i cittadini cubani che tenteranno di entrare negli Stati Uniti illegalmente e che non sono qualificabili per un trattamento di natura umanitaria, verranno espulsi con rimpatrio sull'Isola esattamente come prevede la legge americana per quelli di tutte le altre nazionalità.

La (doppia) posizione di Trump
Accolta favorevolmente dal governo cubano, la decisione di Obama è invece stata fortemente criticata dal sindaco di Miami ed esule cubano Tomas Regalado, che l'ha definita "il regalo di addio di Obama a Raul Castro". Ambivalente invece la posizione del presidente entrante Donald Trump: perché se da un lato il tycoon ha sempre criticato in campagna elettorale la politica di Obama verso Cuba, dall'altro avrebbe forse voluto annunciare lui un provvedimento che in termini assoluti ha consentito sinora a centinaia di migliaia di persone di entrare negli Stati Uniti senza visto, in chiaro contrasto con quella "stretta" all'immigrazione che è tra i princìpi-cardine del trumpismo.

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Redazione