Perché gli Usa hanno lanciano la bomba Moab sull'Afghanistan

Chiamata "la madre di tutte le bombe" è l'ordigno non nucleare più potente al mondo. Obiettivo: un tunnel usato dall'Isis nella regione di Nangarhar

Donald Trump Primo discorso al Congresso

28 febbraio 2017. Il presidente USA Donald J. Trump presso il Campidoglio di Washington, DC, durante il suo primo discorso davanti al Congresso riunito in seduta comune. – Credits: Jim Lo Scalzo - Pool/Getty Images

Redazione

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Gli Usa hanno sganciato la più potente bomba convenzionale (non nucleare) mai usata nella storia. E l'hanno sgancaita sull'Afghanistan.

Il rilascio dell'ordigno è avvenuto alle 19 del 13 aprile, ora locale. L'obiettivo era un tunnel usato dalla filiale locale di Isis nella provincia di Achin nella regione di Nangarhar. Lo riferisce la Cnn citando fonti del pentagono. L'ordigno è una Gbu-43/B Massime Ordnance Air Blast (Moab, conosciuta come "la madre di tutte le bombe") ed è la prima volta che vien impiegato.

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Un'immagine della bomba MOAB (GBU-43/B Massive Ordnance Air Blast) sganciata dagli Stati Uniti sull'Afghanistan orientale nella zona di Nangarhar - 13 aprile 2017 – Credits: ANSA/ WIKIPEDIA

Le caratteristiche della bomba
La Moab, sviluppata nella Guerra in Iraq del 2003 ma mai utilizzata, è lunga 9,17 metri ed ha un diametro di 1,02 metri. Guidata da un sistema Gps sull'obiettivo, pesa 8,5 tonnellate di esplosivo H-6 ad altissimo potenziale e la sua deflagrazione equivale all'esplosione di 11 tonnellate di tritolo.

La detonazione avviane poco prima che tocchi il suolo (non è un ordigno penetratore, usato per distruggere bunker in profondità) ed ha un effetto distruttivo totale per qualsiasi cosa si trovi sulla superficie per diverse centinaia di metri di diametro dal punto di impatto. Essendo l'ordigno non nucleare più potente ha prevalentemente un effetto psicologico, teso ad intimorire il nemico. Il suo peso è tale che non puo' essere sganciato da un normale bombardiere ma sono stati adattati dei C-130 Hercules, ribattezzati MC 130 Combat Talon.

La conferma della Casa Bianca
La Casa Bianca ha confermato l'attacco durante il briefing quotidiano con i giornalisti e il portavoce Sean Spicer ne ha comunicato i dettagli tecnici e soprattutto l'obiettivo da colpire: l'Isis. Spicer ha sottolineato che nell'azione "sono state prese tutte le precauzioni per evitare vittime civili e danni collaterali", rimandando poi al Pentagono per ulteriori dettagli.

Ma è stato poi Trump in persona che, incalzato dai giornalisti, non si è tirato indietro: "Abbiamo i migliori militari del mondo e hanno fatto il loro lavoro. Per questo hanno avuto un tale successo ultimamente. Si guardi a quanto accaduto nelle ultime otto settimane e lo si paragoni agli ultimi otto anni: vedrete la grande differenza. Questa è stata un'altra missione di grande successo", ha detto Trump manifestando piena fiducia nei suoi generali.

Poi aggiunge: "Non so se ciò rappresenta un messaggio alla Corea del Nord - ha risposto ai giornalisti - ma non fa molta differenza. La Corea del Nord è un problema che sarà risolto".

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