Chiuso il "Trump show" di Cleveland, anche Hillary Clinton si prepara a ottenere ufficialmente la nomination a candidata dei Democratici alla Casa Bianca, davanti alla Convention del partito che prende il via il 25 luglio a Philadelphia, in Pennsylvania e che proseguirà fino al 28 luglio. L'ex first lady risponderà probabilmente colpo su colpo ai durissimi attacchi ricevuti durante la convention del GOP, dove non le è stato risparmiato nulla, sia dal palco, sia dalla platea.

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A dare inizio agli interventi, nel Pennsylvania Convention Center, è stata la first lady Michelle Obama, seguita proprio da Bernie Sanders. Nei tre giorni a seguire si susseguiranno sul palco numerose personalità politiche, della società civile e del mondo dello spettacolo e della cultura. A partire da due figure centrali per realizzare il sogno di Hillary di diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti: Bill Clinton (candidato all'inedito ruolo di 'first husband' o 'first gentleman') e Barack Obama.

L'ex first lady ha accelerato i tempi anticipando a sabato scorso l'annuncio della persona che sarà al suo fianco come candidato vicepresidente, il senatore della Virginia Tim Kaine, presentato ufficialmente sabato a Miami. 

A Filadelfia la parola d'ordine sarà "serrare i ranghi del partito" per scongiurare l'elezione di Trump. Kaine non è ben visto dall'ala liberal del partito che, dopo la travolgente campagna elettorale compiuta dal "socialista" Bernie Sanders, sperava in suo ticket di Hillary Clinton con una personalità più progressista.

Kaine fa storcere il naso ai molti che non condividono le sue posizioni a favore del libero commercio e degli accordi di libero scambio con Asia ed Europa, che secondo i detrattori farebbero perdere tantissimi posti di lavoro agli americani, favorendo solo le multinazionali. Uno dei punti più controversi della piattaforma democratica, che deve essere approvata dalla convention di Filadelfia.

I punti salienti della piattaforma democratica sono l'aumento del salario minimo e la parità salariale tra uomini e donne, una riforma complessiva dell'immigrazione, la stretta sulla vendita delle armi da fuoco, la lotta al terrorismo e all'Isis portata avanti nell'ambito della collaborazione con i Paesi alleati e la coalizione internazionale che oggi combatte lo stato islamico in Iraq e in Siria.

Patria della Dichiarazione di Indipendenza e della Costituzione americana, la città di Filadelfia ha già ospitato nella storia 8 convention: due democratiche e sei repubblicane, compresa la prima convention del partito dell'elefantino nel 1856. Da un punto di vista logistico e di pubblico, "Philly" è ben posizionata, al centro della East Coast: un terzo della popolazione USA vive nelle vicinanze, in un raggio di cinque ore di auto.

Da un punto di vista politico, Filadelfia è molto più vicina ai democratici. Barack Obama, quando era ancora solo un aspirante alla Casa Bianca, vi ha pronunciato uno dei suoi più famosi discorsi, A More Perfect Union. E ha vinto per due volte nello stato della Pennsylvania, uno dei più importanti fra gli swing state (Stati in bilico), dove i democratici vorrebbero continuare la "tradizione". In generale nel Keystone State ci sono gli elettori bianchi della classe media, lo zoccolo duro dei sostenitori di Hillary, che il partito non può permettersi di perdere. (AGI/ANSA)


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