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Usa: chi è il giudice Gorsuch, nominato da Trump alla Corte Suprema

49 anni, è uomo di legge dalle idee fortemente conservatrici, anche in campo religioso. In Senato sarà battaglia per la ratifica

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Redazione

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Il più giovane nel suo ruolo da 25 anni a questa parte, con solide credenziali conservatrici, il 49enne Neil Gorsuch è stato nominato dal presidente Donald Trump come giudice della Corte Suprema. Se sarà confermato, Gorsuch andrà a prendere il posto dell'italo-americano Antonin Scalia, eroe della destra in quanto fautore di un'interpretazione letterale della Costituzione statunitense, deceduto a 79 anni nel febbraio del 2016.

"Quando è morto il giudice Scalia, ho promesso che avrei scelto il miglior giudice del Paese per la Corte Suprema, un giudice che rispetta, ama la Costituzione e la interpreta alla lettera", ha affermato Trump annunciando la sua scelta nel "prime time" televisivo d'oltreoceano dalla East Room, la sala delle grandi occasioni della Casa Bianca, dov'era presente anche la vedova di Scalia, Maureen. Il neo-presidente americano ha quindi descritto Gorsuch come "un uomo dall'intelletto superbo, con un'educazione legale senza paragoni".

Un curriculum di tutto rispetto
Dal 2006 Gorsuch, originario del Colorado, è stato giudice del Decimo Circuito delle Corti d'Appello dopo essere stato nominato da George W. Bush. In termini assoluti, Gorsuch vanta un curriculum di tutto rispetto per la Corte Suprema, la più alta Corte federale degli Stati Uniti, composta da nove giudici - un presidente e 8 membri - nominati a vita. Ha studiato legge alla Columbia University e ad Harvard, dove si è curiosamente laureato con lode nel 1991 come compagno di studi di Barack Obama. Dopo un dottorato alla Oxford University, Gorsuch ha lavorato per i giudici della Corte Suprema Byron White (morto nel 2002) e per Anthony Kennedy, nominato da Ronald Reagan nel 1988 e ancora in carica. Ha lavorato anche per il secondo tribunale d'appello piu' importante degli Stati Uniti, quello del Distretto di Colombia, per il giudice conservatore David Sentelle.

Le posizioni "integraliste"
Proprio come Scalia, del quale era amico e al quale lo accomuna una scrittura legale particolarmente acuta, il prescelto da Trump per la Corte Suprema propende per un'interpretazione "originalista", cioè letterale della Costituzione.

Contrario alla legalizzazione dell'eutanasia, come ha sostenuto in un saggio intitolato The Future of Assisted Suicide and Euthanasia, Neil Gorsuch è poi un accanito difensore della libertà religiosa: a tale proposito, in diverse occasioni si è schierato a favore della richiesta di istituzioni e datori di lavoro cristiani che volevano essere esentati rispetto all'obbligo di fornire contraccezione alle proprie impiegate come previsto dall'Obamacare, la legge sanitaria voluta dall'ex presidente democratico. 

I democratici promettono battaglia
Anche se nel nominarlo il presidente Trump ha affermato che "le qualifiche del giudice Gorsuch sono indiscutibili" e quindi di augurarsi "che per una volta democratici e repubblicani si uniscano per il bene del Paese", la già burrascosa realtà politica americana vede aggiungersi un nuovo elemento di conflitto.

I democratici si sono infatti già dichiarati pronti a dare battaglia sulla ratifica di Neil Gorsuch dal parte del Senato come nono giudice della Corte Suprema. In particolare Chuck Schumer, leader di minoranza al Senato, ha immediatamente espresso "seri dubbi" sulla scelta di Trump, criticando fortemente Gorsuch per le posizioni assunte contro i lavoratori e i diritti delle donne. "Forti preoccupazioni" sono state espresse anche dal senatore democratico Richard Blumenthal, membro della Commissione Giustizia che passerà al vaglio la nomina di Gorsuch. Infine, la leader di minoranza alla Camera dei Rappresentanti, l'italoamericana Nancy Pelosi, ha definito la nomina di Gorsuch "molto ostile".

L'opzione nucleare
"Se non avremo i 60 voti necessari per confermare il nuovo giudice della Corte Suprema, avanti con l'opzione nucleare": è quanto ha dichiarato Donald Trump incontrando i leader repubblicani del Congresso, riferendosi alla possibilità di abbassare a 51 la soglia di voti necessaria per la conferma di Neil Gorsuch. Attualmente in Senato i repubblicani hanno una maggioranza di 52 seggi: servono quindi otto voti democratici per ottenere il via libera a Gorsuch. E se non arrivassero, il tycoon è appunto pronto a cambiare le regole del gioco...

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