Tutti insieme contro la minaccia Donald Trump, dato per la prima volta in testa in un sondaggio della Cnn con il 48% delle preferenze proprio alla vigilia dell'apertura della Convention dei democratici: dal palco di Filadelfia Michelle Obama e Bernie Sanders cercano di compattare il partito democratico a sostegno di Hillary Clinton.

Prima i fischi
Tuttavia l'apertura dell'evento dimostra che l'operazione non è così semplice dopo il nuovo scandalo delle email interne al partito, pubblicate da Wikileaks, che ha rivelato una campagna anti-Sanders da parte dello stesso National Democratic Committee: il popolo del senatore del Vermont manifesta infatti fuori dal Wells Fargo Center, mentre nella struttura il nome di Hillary Clinton viene fischiato ripetutamente ogni volta che viene pronunciato. E' allora lo stesso Sanders a intervenire con un tweet per cercare di calmare il suo popolo e pare riuscirci: la tensione iniziale scema e così sul palco della Convention inizia a sfilare in un ritrovato ordine la politica democratica americana.

Un'ovazione per Michelle Obama
Per primo arriva l'appoggio forte e incondizionato di Michelle Obama a Hillary Clinton: ''Credo che sia veramente qualificata per essere presidente degli Stati Uniti'', afferma la First Lady, accolta da un'ovazione. ''Sono qui perché so il tipo di presidente che Hillary sarà. Ed è per questo che sto con lei. In questa elezione, così come nel 2008, dobbiamo bussare a ogni porta e conquistare ogni voto''. Dopo di che Michelle esce travolta dagli applausi, inclusi quelli via Twitter del marito Barack: ''Un discorso incredibile da parte di una donna incredibile. Non potrei essere più orgoglioso, il nostro Paese è fortunato ad averla come First Lady''.

Sanders: "Con lei senza se e senza ma"
Michelle è quindi seguita da Elizabeth Warren, la senatrice paladina anti-Wall Street che Sanders avrebbe voluto vice presidente di Hillary. Anche la Warren si schiera con lei, senza se e senza ma. Un endorsement completo che precede l'entrata in scena di Sanders, accolto da tre minuti di standing ovation. Riuscito finalmente a prendere la parola in tanto entusiasmo, il 75enne senatore va subito al dunque: ''Hillay deve essere il nostro prossimo presidente. Non c'è scelta". Quindi, parlando ai suoi sostenitori: "So che siete delusi per come è andato il processo di nomina. Io sono il più deluso. Ma questa è la democrazia''.

Mentre scrosciano gli applausi, Donal Trump ne approfitta per un attacco da lontano: ''E' triste vedere che Sanders abbia abbandonato la sua rivoluzione", twitta il candidato repubblicano. "Diamo il benvenuto agli elettori che vogliono riparare il sistema truccato che abbiamo e creare posti di lavoro''. La guerra elettorale contro Hillary è solo all'inizio...

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