Esteri

Ungheria, il ritratto dello strapotere di Orban

La vittoria schiacciante alle elezioni di domenica lo ha portato al potere per il terzo mandato consecutivo dal 2010

HUNGARY-POLITICS-ORBAN

Chiara Degl'Innocenti

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Se da una parte l’Unione europea tenta di riemergere dalla crisi economica, dall’altra annaspa a causa della pericolosa frattura che si è creata con l’Est, la “contro Europa” dei populisti e dei regimi autoritari che avanzano, prima con gli ultimi fatti di Polonia e Austria, poi con l’Ungheria e le sue elezioni. Quest'ultima, membro del blocco nazionalista e anti-migranti del gruppo di Visegrad, fa parte del club che rifiuta la ripartizione Ue dei richiedenti asilo e che si trova in sintonia con l'Austria e la sua chiusura della rotta dei Balcani.

Le elezioni politiche in Ungheria

Il premier ungherese Viktor Orban ha vinto in maniera schiacciante le elezioni, conquistando il suo terzo mandato consecutivo dal 2010 in un voto che ha visto nel Paese un'affluenza record.

Il partito di governo Fidesz conserva la maggioranza assoluta nel parlamento con il 49% dei consensi. Secondo è il partito Jobbik con il 20%, terza l'alleanza socialisti-verdi con 12%.

Viktor Orban

Classe 1963, Orban nasce a Alcsútdoboz, piccola realtà di 1.500 anime a ovest di Budapest. Con una laurea in giurisprudenza, studia storia della filosofia politica liberale inglese a Oxford. Fonda l’ultra-conservatore Fidesz e la sua carriera politica decolla a partire dal crollo del muro di Berlino (1989).

Divenuto poi primo ministro nove anni più tardi viene riconfermato nel 2002 per essere alla guida dell’Ungheria a partire dal 2010. Nel dicembre 2011, il “suo” parlamento approva una nuova legge elettorale discutibile che, dimezzando il numero dei parlamentari, ridisegna lo scenario delle circoscrizioni elettorali. Cosa che ha garantito allo stesso Orban la rielezione nel 2014. Ora, nel 2018, il premier ungherese punta alla vittoria scommettendo a mani basse su un’economia e un’occupazione in forte crescita, oltre che sulla promessa di un blocco totale ai migranti e ai profughi avendo dalla sua parte milioni di ungheresi.

Il totalitarismo ungherese

Fermo nel voler consolidare un'autocrazia sfrenata sostenuta da vuoti slogan patriottici, Orban priva dell’autonomia tutte le istituzioni che una volta avevano il potere di tenere sotto controllo l’attività del governo. Un esempio? L’aver esautorato la Corte Costituzionale, l’ultima istituzione rimasta a salvaguardia della legalità ungherese. Una deriva autoritaria, dicevamo, cominciata con la nuova Costituzione che oggi altro non è che una carta che limita fortemente il popolo ungherese a partire dalla libertà di espressione.

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