Una telenovela contro i narcos

Per vincere la guerra contro i trafficanti l'esercito americano si affida alle soap opera

Il re della droga colombiano Pablo Escobar (Credits: Ansa)

Marco Pedersini

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L’esercito americano ha scelto l’arma definitiva contro i guerriglieri colombiani: una radio-novela. La trama è da decidere, ma il messaggio dovrà essere chiaro: «Le alternative democratiche alla violenza fanno bene alle istituzioni nazionali e all’ambiente». Lo esige un bando dell’esercito americano, sezione Supporto informativo alle operazioni militari (la branca del Pentagono che produce siti, volantini e programmi tv per «portare i cittadini stranieri dalla parte del governo degli Stati Uniti»).

L’esercito americano è un cliente esigente: vuole 20 episodi da 15 minuti (12 di azione e tre di riassunto e anticipazione delle altre puntate). Saranno trasmessi via radio in Colombia e dovranno rispettare una consegna rigida: alle prime otto puntate (che dovranno «incentivare l’abbandono della guerriglia») ne seguiranno altre otto dedicate al «contrasto della retorica dei gruppi armati illegali». I quattro episodi finali, invece, si occuperanno della «promozione dei valori della famiglia, della democrazia, del rispetto della donna e dell’ambiente». Il Pentagono vuole che i personaggi parlino uno spagnolo sporcato con «dialetti regionali colombiani» e che lo svolgersi degli episodi assomigli a «un insieme di messaggi ricevuti da qualcuno che ha abbandonato i guerriglieri». Le richieste del bando possono fare sorridere, ma non sono inusuali: per il quotidiano Usa Today, nel 2012 il Pentagono ha speso 54 milioni di dollari in operazioni di questo tipo.  

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