Un nuovo accordo che garantisce i cristiani in Palestina

È stato siglato stamani un testo che regolamenta in modo dettagliato i diritti religiosi e i privilegi dei fedeli nei Territori amministrati dall'Anp

Papa Francesco con il presidente palestinese, Abu Mazen – Credits: EPA/ANDREW MEDICHINI POOL


Dopo aver siglato il 13 maggio scorso un accordo bilaterale con lo "Stato palestinese" che di fatto ha fornito un nuovo slancio verso un riconoscimento formale della Palestina a livello internazionale, gli emissari del  Vaticano e dell'Autorità Nazionale Paletinese hanno siglato oggi, al termine di un lungo iter di lavori, un nuovo accordo che regolamenta, in maniera  specifica, alcuni aspetti essenziali relativi alla presenza della Chiesa nei Territori occupati. Non solo viene riaffermato il sostegno della Santa sede a una soluzione negoziata del conflitto, non solo viene ribadito il diritto dei palestinesi ad avere uno Stato: l'importanza dell'accordo di oggi è anche quella di fornire un quadro di certezze  ai cristiani palestinesi, i cui "diritti religiosi, immunità ed accesso ai luoghi di preghiera" è la stessa Anp a dover garantire. Non che fosse mai stato in dubbio, visti i buoni rapporti storici tra la Chiesa e i leader palestinesi. Ma, specie in Terra Santa, e ancor di più per i palestinesi, i simboli (e le carte) hanno un peso notevole nella battaglia dei palestinesi per uscire dall'isolamento internazionale.

L'accordo odierno nasce da lontano. Il 15 febbraio 2000, quando ancora c'erano Karol Woytila e Yasser Arafat fu siglato il primo accordo di base. Oggi, quindici anni più tardi, a pochi mesi dalla beatificazione di una suora palestinese, sono stati gli stessi Paul Gallagher, arcivescovo in Palestina, e il ministro degli Esteri palestinese, Riad Al-Maliki, ad apporre la loro sigla sul documento cui lavoravano le due squadre di diplomatici da mesi. Il Vaticano plaude ai "progressi realizzati dall'Anp negli anni scorsi" e cita espressamente, nel documento, la risoluzione Onu del 29 novembre 2012 che ha riconosciuto la Palestina como Stato-osservatore delle Nu.  I palestinesi passano all'incasso (simbolico) e si impegnano ancor di più a garantire i diritti di una consistente minoranza interna.

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