Luigi Gavazzi

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Arseny "Motorola" Pavlov, 33 anni, cittadino russo, è stato ucciso domenica notte dall'esplosione di una bomba radiocomandata nell'ascensore del palazzo dove abitava a Donetsk.

Pavlov era uno dei più noti comandanti delle forze ribelli filo russe nell'est dell'Ucraina, e fra i principali esponenti militari dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk (Dnr).

Le autorità ribelli di Donetsk attribuiscono l'attentato alle "forze speciali ucraine".
Alexander Zakharchenko, "presidente" e "primo ministro" dell'entità ribelle sostiene che l'omicidio equivalga a una rottura della tregua da parte del presidente dell'Ucraina Poroshenko e a una nuova "dichiarazione di guerra" e che l'uccisione di Pavlov sarà vendicata senza pietà.

Eppure, gli osservatori neutrali ritengono più probabile che Pavlov sia una vittima della guerra intestina fra le fazioni ribelli filorusse dell'Ucraina orientale; lotta alla quale non sono estranei i padrini dei separatisti che stanno a Mosca.

Secondo il Guardian anche nella stessa Donetsk molti credono che Pavlov sia vittima di qualcuno che stava dalla sua parte.

Il quotidiano britannico cita addirittura una fonte anonima, "vicina alla leadership ribelle", che ricorda come "Motorola" Pavlov fosse paranoico a proposito di sicurezza, per sé e per la sua famiglia. Quindi che qualcuno di estraneo possa essere arrivato a mettere una bomba praticamente in casa lascia molti dubbi: sarebbe servito qualcuno del "circolo interno" di Pavlov, "la versione ufficiale è poco credibile".

Il Guardian riporta che in rete circola un video di presunta rivendicazione, nel quale quattro uomini con il volto coperto, davanti a una bandiera ucraina, si assumono la responsabilità dell'attentato in nome di una fantasiosa "divisione misantropa" dei nazionalisti ucraini.

Guardando questo video di propaganda, con un colonna sonora di rock russo, ci si può fare un'idea di chi fosse Pavlov, della cultura nazionalista estrema che esprimeva e anche del clima che si respira a Mosca e in Russia a proposito dell'Ucraina.


Pavlov comunque non è il primo leader assassinato negli ultimi 18 mesi nell'Ucraina orientale. Per gli omicidi vengono sempre accusati dalle "autorità" di Donetsk, i "servizi ucraini" anche se, da più parti, si crede che si tratti di lotte intestine o addirittura che siano i servizi di sicurezza russi che si preoccupino di togliere di mezzo personaggi scomodi e diventati incontrollabili.

A Kiev, "Motorola" Pavlov - nato nella Repubblica russa dei Komi a nordest di Mosca - veniva considerato un criminale di guerra mentre in Russia i nazionalisti lo hanno sempre considerato un eroe.
La fama di guerriero spietato e il soprannome di "Motorola", Pavlov se le è conquistate in Cecenia dove ha combattuto in un battaglione russo.

Pavlov andò in Ucraina a combattere nel 2014 e prese la guida del battaglione "Sparta", noto come una delle formazioni più indisciplinate e crudeli fra quelle ribelli.

È noto che in alcune interviste Pavlov si sia vantato di aver condotto personalmente esecuzioni di prigionieri. E tutto ciò lo aveva reso un eroe a Donetsk, dove la presunta repubblica autoproclamata aveva emesso anche una serie di francobolli dedicata a lui.

Il corrispondente della Komsomolskaya Pravda lo ha descritto nell'obituary di lunedì "Un guerriero inviato da Dio; un cavaliere felice".

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