Redazione

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Dopo 246 giorni di coprifuoco, i residenti di Şırnak, capitale dell'omonima provincia sud-orientale della Turchia, hanno cominciato lunedì 14 novembre a fare ritorno alle proprie case, lasciate durante le operazioni contro il PKK. Per fare rientro nella città, in gran parte ridotta in macerie, occorre superare dei controlli di sicurezza, il che ha portato al formarsi di lunghe code. La sospensione del coprifuoco sarà solo parziale: tutti i giorni dalle 5 alle 10 del mattino. 

A Şırnak, città a maggioranza curda di 290.000 abitanti, il coprifuoco era stato imposto il 14 marzo, per portate avanti un'azione contro il PKK- Partito dei Lavoratori del Kurdistan - considerato un'organizzazione terroristica dal governo di Erdogan. Secondo l'agenzia di stampa di Stato turca, Anadolu Agency, nell'operazione sono stati uccisi "508 terroristi", sono stati distrutti "1.845 ordigni esplosivi" e sono state rimosse le barricate, distrutte le trappole esplosive e riempire le trincee create dai combattenti curdi. 

Secondo la testimonianza di Ilyas Akengin, fotografo di Agence France Presse, la maggior parte di coloro che han fatto ritorno in città ha trovato la propria casa inabitabile. Molti hanno cucinato del cibo all'aperto, perché non sono attive le forniture di elettricità e acqua. Anche scuole e moschee sono state parzialmente distrutte durante i combattimenti. Il governatore provinciale, Ali Ihsan Su, ha affermato che "i danni causati dagli attacchi del PKK verranno risarciti". 

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