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Turchia: arrestati i deputati del partito filo curdo

Continuano le repressioni di Erdogan dopo il fallito golpe dell'estate scorsa: in cella 11 politici. Immediata la reazione: un attentato a Diyarbakir

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Redazione

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Nella notte, il ministero degli Interni della Turchia ha comunctato l'arresto degli 11 parlamentari del partito pro-curdo, nell'ambito delle indagini in corso legate al terrorismo.

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I parlamentari detenuti appartengono al Partito popolare democratico (Hdp): nella lista resa nota dal ministero appaiono anche i due leader del partito, Selahattin Demirtas e il suo vice Figen Yuksekdag e altri funzionari di alto livello. Il governo turco accusa l'Hdp di essere il braccio politico del fuorilegge Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk).

La reazione: bombe a Diyarbakir

E la reazione all'ultima decisione di Erdogan non si è fatta attendere: un'esplosione davanti alla stazione di polizia di Diyarbakir ha causato, secondo il premier turco Binali Yildirim, la morte di otto persone e un cventinaio di feriti. L'esplosione è avvenuta poche ore dopo gli arresti dei parlamentari, ed è stata avvertita anche a chilometri di distanza. Dopo la deflagrazione, ci sino stati anche colpi di arama da fuoco.

L'ordine di detenzione

L'ordine di detenzione è stato emesso da procuratori di città situate nel sud est del Paese: Diyarbakir, Sirnak, Hakkari, Van e Bingol. Città a maggioranza curda, che da anni segnano il livello dello scontro tra le forze di sicurezza turche e i ribelli separatisti curdi del Pkk, mentre oggi la lotta della Turchia al terrorismo colpisce il partito che, alle rivendicazioni dei curdi, aveva dato un volto pulito e un'alternativa politica.

L'ordine di detenzione, secondo la procura di Diyarbakir, sarebbe basato su "elementi solidi e concreti", raccolti anche nei mesi passati, ma che hanno assunto un certo peso a livello giudiziario solo dopo l'abolizione dell'immunità parlamentare, approvata lo scorso 22 maggio dal parlamento turco. Una dichiarazione che contraddice quanto reso noto dall'agenzia di stato Anadolu, secondo cui l'ordine di arresto sarebbe scattato a causa del rifiuto degli stessi parlamentari, a testimoniare in un processo per eversione a loro carico, per delle dichiarazioni rilasciate durante un meeting di fine 2015, tenutosi a Diyarbakir, la più grande città curda del Paese.

Altri parlamentari ricercati

Un comunicato del ministero degli interni ha poi aggiunto che altri quattro parlamentari dello stesso Hdp sarebbero attualmente ricercati dalla polizia. Il partito Hdp era riuscito a sorprendere tutti, superando nelle elezioni del 6 giugno 2015 la altissima soglia di sbarramento del 10%, risultato poi confermato, nonostante una leggera flessione, alle elezioni di un anno fa, che ne hanno sancito il ruolo di terza forza in parlamento. Oltre ai segretari Demirtas e Yuksekdag, a finire in manette Ferhat Encu, il cui passaporto era stato annullato ieri sera mentre si recava a Bruxelles, Abdullah Zeydan, Selma Irmak, Gulser Yildirim, Ziya Pir, Nursel Aydogan, Idris Baluken e il regista e parlamentare Sirri Surreya Onder.


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