Esteri

Tunisia: l'uguaglianza tra uomini e donne è legge

Il Paese nordafricano potrebbe introdurre una legislazione rivoluzionaria in un'area dove i diritti delle donne sono calpestati

 

Dopo una gestazione lunghissima, con il partito islamista Enhada che ha inutilmente tentato di mettersi di traverso,  è  pronta in Tunisia  una legge contro la violenza e i maltrattamenti sulle donne e per la parità di genere. Approvata il 13 luglio scorso dal Consiglio dei ministri dovrà ora essere presentata in parlamento per la sua votazione. Composta da 43 articoli divisi in 5 capitoli la legge mira a mettere in atto misure efficaci contro ogni forma di violenza o sopruso basato sul genere per garantire alla donna il rispetto della sua dignità e assicurare l'uguaglianza tra i sessi, garantita dalla Costituzione, attraverso un approccio globale basato sulla prevenzione, la punizione dei colpevoli e la protezione delle vittime.  

La legge contro le discriminazioni di genere è una rivoluzione nel mondo arabo. Viene da lontano, da quando il dittatore Ben Alì fu abbattuto dalla primavera araba e le donne tunisine sono riuscite, ben prima che questa legge fosse in dirittura d'arrivo,  a far introdurre nella sua nuova Costituzione alcuni articoli che introducono l'uguaglianza tra uomo e donna ("le cittadine e i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza discriminazioni"), respingendo la sharia e instaurando la libertà di coscienza ("Lo Stato è custode della religione, garante della libertà di coscienza e di fede e del libero esercizio del culto"). 

La legge punta ad eliminare ogni forma di disuguaglianza tra i sessi anche sul lavoro. Ma anche sul piano penale assume un particolare significato l'abolizione dell'art. 227 bis del codice penale, secondo cui gli uomini che stuprano ragazze o donne al di sotto dei 20 anni non sono perseguibili penalmente se in seguito sposano la loro vittima, un articolo pià volte denunciato da Amnesty International. Potrà essere inoltre condannato fino a due anni di reclusione e 5000 dinari di multa chi verrà ritenuto colpevole di molestie sessuali in luogo pubblico, sotto forma di parole, gesti o atti a connotazione sessuale nei confronti delle donne. Le norme contenute nel testo mettono in pratica lo spirito dell'articolo 46 della nuova Costituzione, che impone che lo Stato adotti le misure necessarie a sradicare la violenza nei confronti delle donne.

 

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