Redazione

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Per Donald Trump, presidente eletto degli Stati Uniti, l'iter di conferma delle nomine del governo è uno dei problemi maggiori di questi giorni e, in generale, si sta rivelando fra i più controversi della storia americana.

Dal 1925 nessun presidente eletto si è visto rifiutare le nomine governative da un Senato controllato dal proprio partito. Alla fine dovrebbero farcela tutti anche questa volta. Al Senato i repubblicani hanno 52 seggi e i democratici 48.

Particolarmente problematico per i suoi legami con il presidente russo, Vladimir Putin, appare il disco verde a Rex Tillerson, l'amministratore delegato della Exxon Mobil indicato da Trump come prossimo segretario di Stato.
Due senatori del Grand Old Party, Marco Rubio e John McCain, entrambi ex aspiranti alla Casa Bianca, sono stati molto duri nei suoi confronti e potrebbero negare a Tillerson il voto.

Le interferenze russe e l'intelligence
In effetti pesano negativamente soprattutto le interferenze russe nelle elezioni presidenziali e l'offensiva lanciata da Trump contro le agenzie di intelligence.

L'apice è stato raggiunto mercoledì scorso quando il presidente eletto ha accusato gli 007 americani di comportarsi come "nazisti" per aver divulgato un dossier sugli hacker che vanterebbero informazioni scottanti su di lui.

Mike Pompeo, scelto da Trump come prossimo capo della Central intelligence agency (Cia), durante l'audizione in Senato per la conferma, ha dichiarato di condividere l'allerta dei servizi sulle interferenze dei pirati informatici di Mosca, prendendo, di fatto, le distanze da Trump.

Anche James Mattis, indicato come prossimo ministro della Difesa, durante la sua audizione ha definito Mosca "un avversario".

Trump su Twitter (ovviamente), smentisce divergenze e difficoltà. "Tutte le mie nomine di governo vanno bene e stanno facendo un grande lavoro - ha scritto - voglio che siano loro stessi ed esprimano le loro opinioni, non le mie".

Per chi serve il via libera del Senato
Le nomine di governo che richiedono il via libera del Senato americano comprendono i ministri di Agricoltura, Difesa, Educazione, Commercio, Sanità, Sicurezza Interna, Casa e Sviluppo Urbano, Interni, Lavoro, Esteri, Trasporti, Tesoro, Veterani, Giustizia.

E ancora, il direttore dell'Office of Management and Budget,l'amministratore dell'Epa (Environmental Protection Agency), il rappresentante Usa al Commercio, l'ambasciatore all'Onu, il capo dei consiglieri economici e l'amministratore della Piccola Impresa.
Altre 1.212 poltrone pubbliche minori richiedono l'approvazione del Senato.

Quando la conferma
Sono già stati ascoltati in audizione al Senato Jeff Sessions, indicato da Trump come procuratore generale, John Kelly, designato come ministro della Sicurezza Interna, Rex Tillerson, designato come segretario di Stato, Elaine Chao, designata ministro dei Trasporti, James Mattis, designato ministro della Difesa, Ben Carson ministro designato dello Sviluppo urbano, e il direttore designato della Cia, Mike Pompeo.

Il 17 gennaio è in calendario l'audizione del ministro designata all'Educazione, Betsy DeVos, mentre il 18 gennaio sarà sentito il segretario al Commercio designato, Wilbur Ross.

Devono venire ancora fissate le audizioni per Steve Mncuchin (nominato al Tesoro), Rick Perry (nominato all'Energia), Tom Price (nominato alla Salute), Robert Lighthizer (nominato alla Sanità), Scott Puzder (nominato capo dell'Epa, Environmental Protection Agency), Nikki Halley (designata ambasciatrice all'Onu), Da Coats (nominato direttore della National Intelligence), Ryan Zinke (nominato segretario agli Interni), Linda McMahon, (nominata ministro per la piccola impresa).

Già nel governo
Fanno' parte del governo Trump, perché la loro nomina non richiede il via libera del Senato, il capo di gabinetto Reince Priebus, il capo stratega Steve Bannon, lo speciale consigliere per la regolamentazione Carl Ichan, il direttore del consiglio per il commercio Peter Navarro, l'advisor Kellyanne Conway, il genero di Trump Jared Kushner assoldato come senior adviser, Thomas Bossert (consigliere per la sicurezza interna), Sean Spicer (nominato press secretary), Donald McGhan (consigliere della Casa Bianca) e il falco Michael Flynn consigliere per la sicurezza nazionale.

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