Esteri

Trump: il budget contro l'ambiente

Più ricchi il Pentagono e la Sicurezza. Penalizzazione per l'Epa, la ricerca medica, il Dipartimento di Stato, le agenzie di promozione di arte e cultura

Trump truck sostenitori contro ambiente

Luigi Gavazzi

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Ecco il primo budget dell’amministrazione Trump. Giovedì 16 marzo la Casa Bianca invia al Congresso le proposte della legge bilancio e si tratta di una scossa notevole.

Priorità nazionali rimescolate, dice il New York Times. Ci sono infatti miliardi di dollari per il Pentagono, altri per separare il confine sud dal Messico.

Tagli tosti invece agli aiuti internazionali, all’ambiente, ai programmi contro la povertà, all’arte e alla cultura, alla ricerca scientifica.

Più destra repubblicana tradizionale
Insomma, altro che populismo: siamo davanti a un programma (quasi) tradizionalmente conservatore. Fatto apposta per piacere alla maggioranza Repubblicana del Congresso, che, non va dimenticato, il budget lo deve approvare.

I maggiori aumenti riguardano:
Dipartimento della difesa + 10% (52 miliardi di dollari)
Homeland Security +7%
Dipartimento per i Veterani + 6%

I maggiori tagli:
Epa (Agenzia per l’ambiente) - 31%
Le agenzie per lo sviluppo - 29%
Dipartimento per l’agricoltura - 21%

Ambiente disprezzato
Secondo il Nyt i tagli più profondi riguardano la protezione dell'ambiente, uno dei grandi bersagli ideologici, che sin dall'inizio hanno unito la destra repubblicana tradizionale a Trump. Bersaglio condiviso dalla "white working class" convinta che i posti di lavoro nelle miniere, nelle acciaierie e nell'industria dell'auto siano stati persi per colpa degli ambientalisti che siedono all'Epa, nei giornali, fra i democratici e gli intellettuali che disprezzano i truck che consumano tonnellate di carburante e piacciono tanto nella provincia Usa.

Posti di lavoro cancellati all'Epa
All'Epa (Environmental Protection Agency) verranno tagliati 2,6 miliardi di dollari, soprattutto attraverso la cancellazione di 3.200 posti di lavoro, circa un quinto del totale. Il ridimensionamento riporterà l'Epa indietro di 40 anni. In sostanza, azzererà i fondi per le ricerche sul cambiamento climatico, chiuderà i programmi ambientali gestiti dai singoli stati e porrà fine a progetti regionali importanti.
Questi tagli avranno effetti anche sugli sforzi delle Nazioni Unite contro il cambiamento climatico.

Sotto i riflettori anche i tagli al Dipartimento di Stato anch’esso penalizzato di quasi un terzo. Questo probabilmente porterà a forti riduzioni ai finanziamenti per gli aiuti internazionali e ai fondi per le agenzie Onu, con effetti a catena in tutto il mondo.
I contributi alla Banca Mondiale saranno ridotti di 650 milioni di dollari e le attività di assistenza allo sviluppo verranno rivolte ai paesi strategicamente più importanti per gli Stati Uniti.

Sanità
Pesantissima anche la sforbiciata del 17,9% all'Health and Human Services, il dipartimento che dovrebbe preoccuparsi della salute e del benessere degli americani. In particolare, il taglio più rilevante in questo ambito avverrà sul National Institutes of Health, il centro vero della ricerca medica pubblica del paese.

Anti-intellettualismo
Più direttamente ispirato dall’anti-intellettualismo ideologico della destra populista americana la proposta di Trump di eliminare i National Endowment for the Arts e i National Endowment for the Humanities, due agenzie federali, create da Johnson nel 1965, i cui obiettivi sono il sostegno finanziario all’eccellenza artistica e alle ricerche e promozione nell’ambito delle discipline umanistiche.
Sembra di sentirli tuonare nelle piazze, anche le nostre per la verità, contro gli intellettuali liberal che “vivono alle nostre spalle e ci disprezzano”.

Pentagono e sicurezza
A proposito dei fondi al Pentagono Trump dice che la sicurezza “è la prima priorità, senza la quale non ci può essere prosperità” e definendo tali "interventi finalizzati a mettere l'America prima di tutto".

Nella retorica della sicurezza rientrano anche le spese previste per il Dipartimento della sicurezza nazionale che avrà un aumento di 2,8 miliardi: in buona misura destinati a pagare parte delle spese per il previsto muro con il Messico; all'assunzione di 500 nuovi agenti per i servizi di sorveglianza lungo le frontiere sud, e di 1000 funzionari per l'Immigration and Customs Enforcement, l'agenzia cui sono deputate le attività di identificazione e controllo delle vulnerabilità alle frontiere nel controllo dell'immigrazione.

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