Ecco le dieci città più congestionate del mondo

Dal tom tom congestion index a Forbes: gli esperti rivelano che c'è un collegamento tra il viavai automobilistico e l'andamento dell'economia

Il traffico è indice di ripresa economica (Ansa/Frank Maechler)

Michele Zurleni

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Siete bloccati da tempo in coda, circondati da altre decine di autovetture? Siete in ritardo e non riuscite a uscire dal solito ingorgo stradale? Sorridete, vuol dire che gli affari vanno bene. Tante macchine, tanti soldi. C'è una stretta correlazione tra le ore che passate al volante della vostra autovettura e l'andamento dell'economia della zona in cui vivete. La scoperta dell'acqua calda? "Beh...è come chiedere di che colore era il cavallo bianco di Napoleone" - dice Marco Ponti, professore ordinario di Economia al Politecnico di Milano ed esperto di trasporti - "E' un fatto noto, mentre invece molti non sanno che il congestionamento del traffico non ha un impatto negativo sull'economia, Vedi il caso di Los Angeles. E'la città degli Stati Uniti con maggior traffico, ma questo non ha inciso sull'andamento del suo Prodotto Interno Lordo."

Inrix è una società specializzata nel monitoraggio in diretta del traffico negli Usa e in Europa. Nel suo ultimo report spiega che la presenza di autovetture sulle strade e highways statunitensi è aumentata del quasi 10% nel mese di aprile. Il congestionamento del traffico è tornato a salire. Il picco verso l'alto (registrato anche in febbraio) indica una tendenza. Per tutto il 2011 e il 2012 il segno era stato negativo. Gli americani non andavano più in macchina. Addirittura si era toccato quota meno 35% nel febbraio del 2012. Il fatto che le automobili tornino a circolare, che questo produca ingorghi stradali deve solo far sorridere: vuol dire che il business è in ripresa. Un esempio? La certificazione della crisi economica in Europa era stata data dalla stessa Inrix quando lo scorso anno aveva fornito i dati del volume di traffico in Portogallo (- 50%), Spagna (-38%) e Italia (-34%).

Al di là della questione economica, le statistiche di Inrix forniscono una classifica della città dove il traffico è più congestionato negli Usa e nel Vecchio Continente. E dove gli automobilisti perdono in media più tempo a causa degli ingorghi . Basata su alcuni indici particolari (popolazione, strade, autostrade, tempi di percorso, ore di punta), la top ten della società statunitense riserva alcune sorprese. A partire dal primo posto.

1) BRUXELLES (Belgio)

La capitale europea è anche quella del traffic jam. Il tempo medio passato da un automobilista in un ingorgo stradale è stato nell'ultimo mese di quasi 7 ore. 

2) ANVERSA (Belgio)

Il Benelux è l'area più congestionata dei Due Mondi, dice Inrix. Quindi, può risultare non misterioso che la città più importante delle Fiandre (con una popolazione di circa mezzo milione di abitanti)  abbia, in percentuale, un così forte tasso di congestionamento del traffico. Anche qui si perdono circa 7 ore al mese bloccati nel traffico.

3) LOS ANGELES (Usa)

E' in testa alla classifica americana. La sua area metropolitana copre una triangolo paragonabile a quello industriale italiano: Torino, Milano e Genova. Milioni di vetture la percorrono ogni giorno. Cinque le ore in media perdute al mese in mezzo al traffico a causa di ingorghi per ogni automobilista

4) MILANO (Italia)

Secondo altre classifiche, il suo traffico è migliorato. Per questa, nel capoluogo lombardo (unica città italiana presente in questa top ten), invece le cose non vanno bene. I traffic jam alla padana fanno rimanere bloccati in strada per  una media di 4.5 ore al mese ogni guidatore.

5) GRANDE LONDRA (Gran Bretagna)

In una delle più vaste aree metropolitane al mondo, si viaggia abbastanza bene. Però se è vero che il numero degli ingorghi stradali è inferiore alle prime cinque città è anche vero che il tempo medio passato in macchina, bloccati, è superiore e raggiunge quello di Bruxelles: 7 ore.

6) PARIGI (Francia)

Anche in questo caso, meno ingorghi, ma, in percentuale, più tempo bloccati i macchina: più di cinque ore in media al mese. Uno delle tante caratteristiche della Ville Lumière

7) HONOLULU (Stati Uniti) 

Altro che Ultimo Paradiso. La capitale della Hawaii è un piccolo inferno per chi vuole girare in macchina. Il numero dei traffic jams è inferiore a quello di Milano di cinque punti di percentuale (26% contro il 31%), ma la media di ore passate in un ingorgo stradale è la stessa: 4 ore e mezza al mese.

8) ROTTERDAM (Paesi Bassi)

La città che ospita uno dei più importanti porti europei non poteva essere esclusa dalla top ten. Sei le ore in media perse al mese, ma siamo in una delle zone con maggior movimento del Vecchio Continente

9) SAN FRANCISCO (Usa)

Anche nella Baia di perde tanto tempo come a Milano. 4 ore e mezza. Ma il tasso di congestionamento del traffico è inferiore. 

10) GRANDE MANCHESTER (Gran Bretagna)

Chi guida qui, rispetto a un londinese, sacrifica metà del tempo, bloccato in auto. "Solo" 3 ore e mezza (in media) al mese. 

Fin qui, la classifica di Inrix. Ce ne sono poi altre sul traffico mondiale , fornite da altre società. Quella di Tom Tom Congestion Index , resa pubblica qualche tempo fa, contemplava città non solo americane ed europee, ma anche australiane e sudafricane. Basata su altri criteri statistici, era basata sui tempi di percorrenza ideali e reali e stabiliva quale sono le città  in cui si accumulano, in percentuale,  i maggiori ritardi per un automobilista 

1) Mosca 66%

2) Istanbul 55%

3) Varsavia 42%

4) Marsiglia 40%

5) Palermo 39%

6) Los Angeles 33%

7) Sidney 33%

8) Stoccarda 33%

9) Parigi 33%

10) Roma 33%

Infine, vogliamo segnalarvi la classifica fatta nel 2012 dall'IBM rispetto alle città dove c'è il peggior traffico. Sono ovviamente le megalopoli mondiali i luoghi dove il girare in macchina diventa infernale. E, l'impatto sociale del traffico è il più negativo. Le domande della ricercano vertevano sul prezzo della benzina, sul tempo bloccati in macchina, sullo stress e la rabbia causati dal viaggiare in macchina, dal miglioramento o peggioramento della viabilità, sullo smog, sulla possiblità di spostarsi in tempi rapidi. La scala era da uno a 100, dove il top significava il dato più negativo. Questa la classifica della prime cinque

1) Pechino 

Raggiunto il massimo di punteggio: 100 punti. La città dei record negativi del traffico (basti pensare all'inquinamento) è anche quella che detiene quello sul più grande ingorgo, nel 2010 tra la capitale cinese e la città di Jining: 100 chilometri di coda

2) Città del Messico

Ha mancato il punteggio massimo solo per un pelo. 99 punti nella ricerca IBM. Più della metà degli intervistati ha detto che quel giorno, il traffico ha avuto un impatto negativo sul loro lavoro o studio

3) Johannesburg

La più grande città del Sud Africa ha poco da invidiare a quelle che la precedono in questa classifica. L'ottanta per cento degli intervistati ha detto di non aver mai visto un miglioramento nel traffico. 97 punti 

4) Mosca

La capitale russa è anche in questa classifica, confermandosi una delle peggiori metropoli mondiali per quanto riguarda il traffico. Il 64% degli intervistati ha detto che negli ultimi 4 anni la situazione è diventata sempre peggiore.

5) Nuova Delhi

Quattordici milioni di abitanti, milioni di autovetture. Il 96% degli intervistati per questo sondaggio ha detto che il traffico ha avuto un impatto negativo sulla loro salute.

In questo caso, è evidente che, con tutta probabilità, l'ingorgo stradale non renda ricchi ma solo infelici.

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