Torture in Ucraina: 8 militari arrestati

Sequestro di persona, omici e stupri. Così va in scena lo scempio dei diritti umani nella guerra Mosca-Kiev

Esplosione in miniera a Donetsk, Ucraina

Donetsk, Ucraina, 4 marzo 2015. La signora Valentina Dzuba, 72 anni, madre di uno dei minatori, piange fuori dalla miniera Zasyadko in attesa di avere notizie di suo figlio. – Credits: JOHN MACDOUGALL/AFP/Getty Images

Redazione

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Sequestro di persona, tortura e omicidio: sono alcuni dei crimini contestati a otto militari ucraini finiti in manette. Accuse che portano nuovamente a galla lo scempio dei diritti umani nel conflitto del Donbass.

A elencare le accuse e a dare notizia degli arresti è lo stesso ministro dell'Interno di Kiev, Arsen Avakov, che ha anche ordinato lo scioglimento della compagnia di volontari in cui i soldati prestavano servizio: la "Tornado", formata in parte - scrive il Kyiv Post - da ex detenuti delle regioni sud-orientali di Donetsk e Lugansk, cioè proprio quelle dilaniate da una guerra in cui hanno finora perso la vita oltre 6.400 persone.

E tra gli otto arrestati c'è anche il comandante della compagnia, Ruslan Onishchenko, ora dietro le sbarre a Kharkiv. I militari della "Tornado", in prima linea contro i separatisti filo-russi e quella parte di popolazione che li sostiene, sostengono però di essere 'perseguitati'.

 

Dietro questo accanimento - dicono - ci sarebbe le accuse che hanno rivolto al capo della polizia di Lugansk, Anatoli Naumenko, che, secondo loro, sarebbe coinvolto in una storia di contrabbando di metallo e carbone dalle zone occupate dai miliziani filorussi. Il conflitto tra la "Tornado" e Naumenko è divampato il 29 maggio, quando il vice comandante dell'unità, Mikola Tsukur, ha accusato in tv l'alto ufficiale di polizia di commercio illegale con i separatisti. E il giorno dopo - stando sempre al Kyiv Post - la casa abbandonata di Tsukur a Perevalsk - in un'area controllata dai ribelli - sarebbe stata incendiata.

Il ministro Avakov non è tuttavia l'unico a puntare il dito contro i militari della "Tornado" accusandoli di gravissimi reati. Il viceprocuratore generale ucraino, Anatoli Matios, denuncia stupri e torture a loro carico e parla di filmati che lo proverebbero. Anche Ghennadi Moskal, governatore pro-Kiev della regione di Lugansk - dove ha base la compagnia - osserva che questa unità delle forze del ministero dell'Interno è da tempo "fuori controllo" ed "è nota soprattutto per il suo comportamento scellerato e per una serie di crimini". Moskal, del resto, aveva già chiesto in passato lo scioglimento del battaglione dei "volontari-criminali" della "Tornado": un obiettivo che ora ha raggiunto.

Ma nel mirino del governatore c'è anche il battaglione "Cernighiv", e nei mesi scorsi c'e' stato un altro famigerato battaglione: "Aidar", i cui combattenti Moskal defini' a suo tempo "fuorilegge e ladri equipaggiati con armi automatiche". Un mese fa Amnesty International ha svelato in un suo rapporto che sia militari ucraini sia miliziani separatisti filorussi commettono ''quasi quotidianamente'' abusi e crimini di guerra: percosse, torture anche con scariche elettriche, false esecuzioni ed esecuzioni sommarie, estorsioni. Quello della compagnia "Tornado" è, per ora, l'ultimo capitolo di questa barbarie. 

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