Tokyo contro Berlino nella guerra delle valute

La svalutazione dello yen rischia di scatenare una guerra commerciale con la Germania

Credits: Yoshikazu Tsuno/Afp Photo

CHE COSA È SUCCESSO
Il governo di Shinzo Abe ha ottenuto l’appoggio della banca centrale giapponese per cercare di fare uscire il paese da decenni di deflazione. Come? Convincendola ad approvare misure di allentamento quantitativo, grazie alle quali Tokyo innalzerà il tasso di inflazione al 2 per cento e favorirà l’export con la complicità di uno yen indebolito. Ma il cancelliere tedesco Angela Merkel ha condannato Tokyo per la svalutazione pilotata (per molti prodotti e mercati Giappone e Germania sono rivali): rischia di trascinare il mondo in una guerra valutaria che spingerebbe tutti a ritorsioni commerciali e barriere doganali. In un contesto di crisi globale, rafforzare la valuta nazionale non conviene a nessuno. Ma è anche vero che, se non correrà ai ripari, il Giappone affonderà: ha chiuso il 2012 con un debito pubblico e un deficit commerciale da record.

CHE COSA HANNO SCRITTO
Preoccupazioni e perplessità sulle scelte di politica monetaria nipponiche si rincorrono sulla stampa internazionale. Financial Times e The Guardian hanno sottolineato lo scetticismo di chi ritiene che «le banche centrali non possano risolvere i problemi strutturali, che spettano ai politici»; o che «i banchieri centrali stanno finendo sotto una pressione eccessiva da parte dei governi per promuovere la crescita e indebolire le valute». E hanno individuato nella «scelta inaspettata e poco lungimirante» del Sol Levante la premessa di una pericolosissima guerra commerciale da cui l’intera comunità internazionale uscirà sconfitta. Diversi i toni di Japan Today, che ha sottolineato il punto di vista del premier Shinzo Abe: «Sul piano della ridefinizione della strategia economica del paese, quelle adottate dalla banca centrale del Giappone sono misure epocali».

CHE COSA SUCCEDERÀ?
È eccessivo o per lo meno prematuro sostenere che stia per scoppiare una guerra di valute. Non è la prima volta che Tokyo manovra a tavolino l’indebolimento dello yen. E poi si tratta di misure temporanee. Prima di accusare il Giappone, Europa e Usa dovrebbero chiedersi se il pacchetto di stimoli e la politica monetaria di Abe basteranno a raggiungere la crescita del 2 per cento. Solo se tali piani saranno inquadrati in un’ottica di lungo periodo l’Occidente ne subirà l’impatto. Ma se Tokyo uscirà dalla recessione, i vantaggi saranno tanti. Per tutti.

Il parere di Axel Berkofsky
ricercatore all’Istituto per gli studi di politica internazionale.  

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