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Thailandia: cosa rischiano i bambini usciti dalla grotta

Infezione polmonare e stress post-traumatico sono le minacce più concrete alla salute fisica e mentale dei piccoli calciatori dopo il salvataggio

grotta

Marta Buonadonna

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Le operazioni di soccorso hanno, infine, portato in salvo i dodici ragazzini thailandesi intrappolati nella grotta con il loro allenatore. Che, però, non hanno potuto abbracciare le loro famiglie poiché sono stati portati subito in ospedale e messi in quarantena per 48 ore: potranno vedere mamme, papà e fratelli sono attraverso un vetro.

La sindrome della grotta

Se si sta concludendo la parte più critica della loro sfortunata vicenda, infatti, non è detto che l'esperienza vissuta sia senza conseguenze sulla salute fisica e mentale di questi ragazzi, che hanno passato 10 giorni al buio senza cibo e con una speranza di poter essere salvati che andava affievolendosi di ora in ora. Sono quindi molto provati fisicamente: disidratati, denutriti e a rischio di aver sviluppato un'infezione polmonare nota come "sindrome della grotta".

"Ci sono tutti i tipi di malattie nella grotta, dai pipistrelli all'acqua sporca. Tutto lì dentro è molto sporco", ha dichiarato all'agenzia Reuters un membro del personale medico coinvolto nella missione. Le prime valutazioni mediche si concentreranno sulla respirazione dei ragazzi, sui segni di ipotermia e sulle infezioni portate da escrementi di pipistrelli e uccelli che possono essere fatali se non trattate e diffondersi a tutto il corpo.

Le malattie più temute sono due. L'istospirosi, infezione polmonare che si contrae in ambienti umidi, e in particolare nelle grotte, inalando le spore del fungo Histoplasma capsulatum, che si trovano di frequente negli escrementi dei pipistrelli, e la leptospirosi, malattia infettiva acuta causata da batteri del genere Leptospiria trasmessi da diversi tipi di animali e in particolare i roditori.

Segni e i sintomi dell'istospirosi si manifestano generalmente da 3 a 15 giorni dopo l'esposizione alle spore. Tra i sintomi, oltre a febbre e tosse, vi sono brividi, mal di testa, dolori muscolari e fastidio al torace. Mentre la malattia è relativamente benigna nella maggior parte dei casi, per i neonati e le persone con sistemi immunitari compromessi, come gli anziani e le persone con AIDS, l'istospirosi può essere molto seria, portando a sintomi simili alla tubercolosi . In questi casi, se non trattata, la malattia può diffondersi e portare anche alla morte. Resta da chiarire se i bambini l'abbiano contratta e se sui loro organismi indeboliti da freddo e fame possa aver preso una forma particolarmente pericolosa.

Problemi psicologici

E al di là delle preoccupazioni per lo stato fisico dei ragazzi, ci sono ovviamente le conseguenze psicologiche della loro disavventura da prendere in considerazione. "Prevedo che una considerevole minoranza di questi bambini non solo svilupperà sintomi emotivi - pianto frequente, necessità di stare sempre vicini ai loro genitori - ma anche autentici problemi di salute mentale, come depressione, ansia, disturbo da stress post-traumatico", ha dichiarato alla BBC il capo dello Stress and Development Lab dell'Istituto di Psichiatria nel Regno Unito, Andrea Danese.

La lunga permanenza nella grotta potrebbe inoltre aver alterato in modo serio i loro ritmi circadiani, scanditi dall'alternanza di luce e buio, che regola molte funzioni fisiologiche fondamentali per l'organismo. Questo potrà comportare, tra le altre cose, problemi di insonnia, acuiti dalla paura che il buio potrà suscitare nei ragazzi da adesso in poi. Il ritmo circadiano è coinvolto anche con il rilascio di ormoni, e un suo disequilibrio può influire sui livelli di stress.

Infine vanno messi in conto i problemi di tipo comportamentale. La paura suscitata dai ricordi di questa esperienza terribile, che però inevitabilmente tutte le persone intorno a loro per un bel po' di tempo gli riporteranno continuamente alla mente con domande e curiosità, potrebbe spingerli a cercare di isolarsi.

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