Esteri

Terrorismo: il Parlamento europeo deve sbloccare il Pnr

Alla ricerca del giusto equilibrio fra privacy e sicurezza nella gestione dei dati dei passeggeri. Le altre proposte del vertice dei ministri Ue

Nabil-Elaraby-Lega-Araba-Federica-Mogherini

Dopo gli attentati di Parigi e la retata contro una cellula jihadista in Belgio, i ministri degli Esteri dell'Ue serrano le fila per dare una risposta unitaria alla minaccia islamista in Europa.

Alla riunione di oggi a Bruxelles, il capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini, ha detto chiaramente che occorre rafforzare la cooperazione sia all'interno del blocco -"con uno scambio di informazioni fra Paesi e il lavoro comune dei ministri degli Esteri e dell'Interno"- sia collaborando con i Paesi del mondo arabo.


Non a caso, alla riunione è stato invitato anche il segretario generale della Lega Araba, Nabil El Araby.

Serve lo sblocco del Pnr
Il provvedimento più importante sul tavolo dei 28 ministri riguardava le norme sulla banca dati di informazioni sui passeggeri dei voli aerei, il cosiddetto Pnr (passenger name record). "Ci auguriamo, visto quello che è successo in Francia, Belgio e altrove, che il Parlamento europeo capisca che occorre sbloccare il Pnr", ha detto il capo della diplomazia francese, Laurent Fabius.

Va trovato, ha aggiunto il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, "un delicato equilibrio fra privacy e sicurezza, ma non c'è dubbio che oggi dobbiamo mettere al primo posto la sicurezza, pur senza rinunciare alle libertà europee".

"C'e' un'aspirazione politica comune a combattere la minaccia molto alta del terrorismo, senza rinunciare alle libertà fondamentali del modello europeo", ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. La direttiva sullo scambio di dati Pnr, ferma al Parlamento europeo, "non provoca un attentato mortale alla nostra privacy ma è fondamentale per l'individuazione della minaccia terroristica".

Questi gli altri provvedimenti dei quali si è discusso oggi:


- SCAMBIO INFORMAZIONI D'INTELLIGENCE: Dopo Charlie Hebdo la parola d'ordine è superare le "gelosie" tra i vari apparati di sicurezza. Per questo l'Europa, per la prima volta, s'impegna a fare di più sul fronte del lavoro comune sullo scambio di informazioni. Non solo all'interno dell'Unione, ma soprattutto con i Paesi a rischio.

- SCHENGEN NON SI TOCCA, PIÙ CONTROLLI A FRONTIERE ESTERNE: "Non è limitando la libertà di circolazione che si sconfigge il terrorismo", chiarisce il ministro Gentiloni, secondo cui serve "controllare meglio le frontiere esterne".

- ADDETTO SICUREZZA UE IN PAESI A RISCHIO: Federica Mogherini propone l'istituzione di un addetto alla Sicurezza in tutte le delegazioni Ue in Paesi sensibili: "Serve un professionista in grado di comunicare e collaborare con i componenti dell'intelligence locale. Si tratta di una prassi normale per tutti i Paesi, lo sarà anche per l'Ue".

- PORTAVOCE ARABO AL SERVIZIO ESTERI UE: L'Europa si rende conto che la battaglia contro il terrore passa attraverso il dialogo e la comprensione reciproca. Per questo Lady Pesc propone di un portavoce in grado di esprimersi in arabo all'interno del Servizio estero europeo. "Abbiamo bisogno di leggere in arabo, spiegare in arabo, ma anche ascoltare il messaggio che viene dal mondo arabo". - ESERCITO: Diversi paesi, in particolare Belgio, Francia e Gran Bretagna, hanno deciso di far ricorso ai soldati per garantire la sicurezza degli obiettivi sensibili: in particolare i luoghi frequentati dalla comunita' ebraica, commissariati di polizia, ambasciate, istituzioni Ue e media.

- IMAM: Giro di vite per la concessione dei permessi di soggiorno agli imam, controlli incrociati con l'autorita' giudiziaria e antiterrorismo per i salafiti provenienti da Paeso come Qatar e Arabia Saudita.

- RITIRO DOCUMENTI ED ESPULSIONI: Stretta su carte d'identita', passaporti e doppie nazionalita', che potranno essere ritirati a chi costituisce un pericolo per la sicurezza.

- WEB: Maggior controllo su social network e siti sensibili, chat ed e-mail, passando anche tramite i provider dei servizi internet, oltre a un rafforzamento contro i cyber-attacchi.

- MISURE ANTIRADICALIZZAZIONE. Sezioni separate nelle carceri per predicatori e persone radicalizzate, responsabili 'anti-radicalizzazione' per formare chi lavora nel sociale a riconoscere i segnali, percorsi d'integrazione rafforzati.

Nessun provvedimento concreto
Oggi comunque non è stato adottato alcun provvedimento concreto, ma è stato un primo scambio di idea in vista della riunione delle loro controparti all'Interno, a Riga, il 28 gennaio; e del vertice dei leader dell'Ue, il 12 febbraio a Bruxelles.

Comunque, un primo assaggio delle possibili misure si avrà già giovedì a Londra nell'incontro organizzato congiuntamente da Londra e Washington tra i membri della coalizione contro lo Stato Islamico, in Siria e in Iraq.

Intanto sul fronte delle indagini, in Italia è stato rilasciato il pakistano che domenica all'aeroporto di Fiumicino aveva tentato di imbarcarsi su un volo diretto a Londra con un passaporto risultato falso: l'uomo, che aveva presentato istanza di asilo politico nel dicembre dello scorso anno, sarà denunciato per possesso di documento di identificazione falso.

La procura del Belgio invece ha chiesto l'estradizione di uno degli arrestati in Grecia perché potrebbe "avere un legame diretto" con la cellule jihadista smantellata a Verviers.

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