“Nel 2015, 151 persone sono morte e oltre 360 sono rimaste ferite a seguito di attacchi terroristici nell'Unione Europea”. Questo l’allarme denunciato in un report dettagliato da Europol, l’ufficio europeo di polizia che contrasta il terrorismo e la criminalità organizzata dei paesi membri, "sei paesi sono stati sotto attacco terroristico: 211 dei quali falliti, sventati grazie al coordinamento dell’intelligence; 1.077 persone sono state arrestate nella UE per reati legati al terrorismo, di cui 424 nella sola Francia. Il 94% degli individui appartenenti al terrorismo jihadista sono stati giudicati colpevoli e perseguiti”.

E sui recenti episodi di terrorismo, l’ufficio europeo di polizia, evidenzia alcune falle nelle maglie dei servizi d’intelligence dei paesi membri dell’Unione Europea, per quanto concerne “le difficoltà operative nella prevenzione e rilevazione di attacchi e la frammentazione dei lupi solitari”, anche se “tali attacchi sono una tattica privilegiata e favorita dello Stato islamico e di Al Qaeda” e che “entrambi i gruppi hanno ripetutamente invitato i musulmani che vivono nei paesi occidentali a perpetrare attentati solitari nei loro paesi di residenza”.

Rob Wainwright, direttore di Europol, ha dichiarato che nel “2015 l'Unione europea ha registrato un massiccio incremento del numero di vittime causate da attacchi terroristici” e che in questo contesto, “Europol ha concentrato il sostegno di tutti i paesi dell’Unione Europea”, per un maggior “coordinamento alle indagini operative, al fine di prevenire ulteriori attacchi terroristici e di individuare e catturare i terroristi”. Questa maggiore cooperazione degli stati europei, stando al direttore di Europol, avrebbe determinato, “un migliore quadro globale di intelligence strategico” con “la capacità immediata di Europol di consigliare ai premier politici di ogni stato comprese le autorità nazionali giudiziarie, il contesto dei livelli di minaccia terroristica".

Minaccia globale di terrorismo e xenofobia, aumenta il rischio attentati


Il report di Europol del 2016 delinea due sviluppi preoccupanti: la minaccia globale di terrorismo, rafforzata da numeri notevoli di combattenti stranieri appartenenti al Daesh che molti Stati membri hanno ora sul loro territorio e l'aumento significativo di sentimenti nazionalisti (xenofobi), razzisti e antisemiti in tutta l'UE, come conseguenza degli atti di estremismo di destra. Il rapporto di Europol mette anche in evidenza che una percentuale molto significativa di tutti i terroristi stranieri in viaggio verso Siria e Iraq, e ritorno, siano al momento per la maggioranza di sesso femminile.

Europol ha quindi, dice il direttore Wainwright “preso misure immediate per aiutare gli Stati membri nell’affrontare queste sfide come la costruzione dell'European Counter Terrorism Centre (ECTC), aggiornando le sue banche dati con le reti di scambio di intelligence e di polizia e anche con la creazione di squadre di intervento”. Tutto questo al fine di “rafforzare la lotta contro il terrorismo, dei dodici stati membri dell’Ue”.

La relazione, che l'Europol produce tutti gli anni fin dal 2006, fornisce una panoramica degli attentati terroristici falliti, sventati e completati che hanno avuto luogo in Europa nel corso del 2015, e degli arresti, condanne e sanzioni emesse.

Il TE-SAT, (acronimo di EU Terrorism Situation & Trend Report) qualifica anche le organizzazioni terroristiche sin dalla loro nascita. Tuttavia, molti gruppi terroristici non hanno un’ideologia estremista jihadista ben radicata.

Gli attacchi dei lupi solitari

I quattro attentati terroristici che si sono verificati negli ultimi mesi presi in considerazione dal rapporto (a Orlando negli Usa, a Magnaville e Nizza in Francia, a Würzburg in Germania) evidenziano le difficoltà operative di individuare e interrompere gli attacchi dei “lupi solitari”. Europol sottolinea che tali attacchi rimangono una delle tattiche favorite dello Stato Islamico (IS) e di al-Qaeda (AQ). Entrambi i gruppi hanno ripetutamente invitato i fedeli musulmani che vivono nei paesi occidentali a perpetrare attacchi nei loro paesi di residenza. Ciò è stato fatto per mezzo di numerose pubblicazioni e messaggi online.

L’attuale ideologia jihadista in Europa identifica in qualsiasi non musulmano come sostenitore di una campagna globale contro l'Islam, legittimando così attacchi contro obiettivi militari e civili in nome della difesa della Jihad. Nei terroristi che soffrono di disturbi mentali, questa idea dell'azione solitaria potrebbe avere un effetto aggravante.

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