Esteri

Terremoto in Messico: la strage dei bambini della scuola Rebsamen

19 alunni sono rimasti uccisi dal crollo dell'edificio. 6 gli adulti morti

Scuola Rebsamen nel Messico

Chiara Degl'Innocenti

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Il terremoto del 2017 in Messico verrà ricordato per la strage dei bambini. Doveva essere il giorno della commemorazione di un altro evento tellurico catastrofico per il Paese (quello del 19 settembre 1985) quando la terra, come 32 anni fa, ha tremato violentemente. Questa volta radendo al suolo molti edifci, tra cui un'intera scuola della capitale.

Un terremoto che ha sconvolto il Messico e che tra le prime vittime (per il momento sono oltre 280) conta anche 19 bambini, e 6 adulti, di un collegio privato della capitale. Sono 11 i minori tratti in salvo. 

 

Che cosa è successo

La scossa più forte, quella di magnitudo 7.1 della scala Richter, ha fatto letteralmente crollare l'istituto Enrique Rebsamen a Coyoacan, nel sud di Città del Messico. Intorno all’ora di pranzo, quando gran parte del personale scolastico e dei ragazzi si trovava all’interno della scuola.

Sotto un cumulo di polvere e cemento, sono rimasti schiacciati piccoli e adulti. Mentre fuori, intorno all'edificio, in una manciata di minuti si sono radunati i sopravvisuti, poi i soccorsi e, man mano che passava il tempo, i genitori.

"Per favore, silenzio. Stiamo lavorando per salvare i piccoli": questo il grido dei responsabili della protezione civile messicana che, circondati dalla folla, lavora da ore senza sosta per estrarre coloro che sono rimasti sepolti sotto le macerie.

La storia di Frida, la bambina inesistente

Il 20 settembre si è diffisusa una storia di speranza, rivelatasi probabilmente falsa. La manina di una ragazzina di 12 anni è comparsa ai soccorritori che scavavano tra le macerie. Quando le hanno chiesto se fosse viva, Frida Sofia ha mosso le dita. È stato annunciato con gioia che le squadre di soccorso erano a pochi centrimetri dalla bambina, che avrebbe riferito la presenza di altri due studenti vicino a lei, pur non essendo stata in grado di dire se in vita. Si è parlato anche della famiglia della piccola, vicina ai soccorritori per assistere alle operazioni.

Tutto ciò però sembra falso, come capita nella confusione generata di solito da queste tragedie. Il sottosegretario della Marina, Angelo Enrique Sarmiento, ha detto che è certo che non ci siano più minori sotto le macerie, aggiungendo anche che non si sono prove di un adulto vivo tra le macerie della scuola. Il fatto sorprendente è che proprio il ministro dell'educazione, Aurelio Nuo, aveva affermato che i genitori di "Frida" non erano nei pressi della scuola nei momenti del salvataggio. E l'ufficiale maggiore del Segretario della Marina, l'ammiraglio Jos Luis Vergara, il 20 settembre aveva fornito dettagli su dove fosse la bambina e la strategia per raggiungerla.

Chi sono le piccole vittime

"Non so niente di mia figlia", piange esausta Adriana D'Fargo, 32 anni, davanti a quello che resta della scuola dove studia la sua piccola di 7 anni. Ma tanti sono i genitori che aspettano informazioni sugli propri figli ancora dispersi.

Il Colegio Enrique Rebsamen è la scuola di 400 giovani compresi tra i 7 e i 13 anni che studiano divisi in due edifici tra l'asilo, la primaria e la secondaria. Quando la scuola si è accartocciata su se stessa seppellendo tutti, allievi e insegnanti, erano le 13.14 (circa le 20 in Italia). Per ora si parla di 21 piccole vittime, più 4 docenti. Ma il bilancio è provvisorio perché sotto le macerie potrebbero esserci altri 30 ragazzi.

Chi si è salvato

Victor, è uno degli 11 bambini estratti vivi dalle macerie dell’istituto. Durante tutta la notte tra il 19 e il 20 settembre i vigili del fuoco e i volontari hanno scavato anche a mani nude per cercare di salvare la vita agli altri piccoli ancora intrappolati sotto le macerie.

Fatima, Sergio, Miriam e altri 7 estratti vivi (una di loro è riuscita a mettersi in contatto con i soccorritori via whatsapp) si sono però alternati ai bimbi e agli adulti che sono stati trovati morti.

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