Terremoto in Spagna, lo scandalo mazzette travolge anche Rajoy

Il partito Popolare nel mirino per corruzione dei suoi alti funzionari dal 1990 al 2008

3 febbraio 2013. Manifestanti davanti al quartier generale dei Popolari a Madrid chiedono le dimissioni del premier Marian Rajoy, travolto dallo scandalo corruzione del caso Gürtel (Credits: Epa/Victor Lerena)

Anna Mazzone

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Brutti tempi per il premier spagnolo Mariano Rajoy e il suo Partido Popular (PP). Mentre lui si reca a Berlino per incontrare la Cancelliera Angela Merkel e discutere della crisi che ha messo in ginocchio la Spagna, a Madrid si consuma uno scandalo che investe tutti gli alti papaveri del partito conservatore.

Luis Bárcenas. Tutto ruota attorno al nome dell'ex tesoriere del Partido Popular e al suo quadernetto privato. 14 pagine a quadretti in cui Bárcenas ha annotato in maniera certosina le "donazioni" private erogate nel corso di 18 anni (dal 1990 al 2008) al partito Popolare spagnolo.

L'inchiesta sul caso Gürtel è esplosa sulle pagine del quotidiano El Pais. Una trama di corruzione che investe il PP e almeno dieci amministrazioni locali, governate da esponenti del partito conservatore guidato da Mariano Rajoy.

Secondo le indagini della Guardia di Finanza di Madrid, Luis Bárcenas sarebbe intestatario di un conto di 22 milioni di euro presso una banca svizzera. Soldi a nero, frutto di mazzette ricevute da una grossa compagnia edilizia.

Mazzette date in cambio di favori in grossi appalti pubblici, realizzati tra febbraio del 2002 e luglio 2004 per un valore complessivo di circa 100 milioni di euro. Solo tra il 2002 e il 2003, Luis Bárcenas avrebbe incassato dai costruttori spagnoli una somma di 600.000 euro in due rate: 270mila a febbraio 2002 e 330mila a dicembre 2003.

Nello stesso periodo, con questo denaro l'ex tesoriere mette a bilancio del Partido Popular quattro donazioni, due di 30mila euro, una di 60mila e un'altra di 24mila, per un totale di 144.000 euro, che corrispondono al 25% di quanto effettivamente ricevuto dall'azienda edilizia. Il restante 75% vola verso il suo conto privato in svizzera.

Il premier Mariano Rajoy, presidente del PP, e tutti gli alti funzionari che hanno amministrato il partito tra il 1990 e il 2008 adesso sono nell'occhio del ciclone. Secondo il quaderno dell'ex tesoriere, lo stesso Rajoy avrebbe ricevuto una somma di circa 25.000 euro.

Ma il premier nega tutto e promette un'operazione trasparenza in Parlamento. Il leader della Moncloa parla di "complotto" ai danni del partito Popolare e accusa Luis Bárcenas di aver frodato il suo partito ed essersi riempito le tasche ai danni dei funzionari conservatori.

Dopo un meeting di emergenza tenutosi due giorni fa a Madrid, alla vigilia della partenza per Berlino, il premier spagnolo ha chiamato a raccolta i suoi e in un comunicato stampa ufficiale ha respinto al mittente ogni accusa, difendendo la sua integrità e la sua reputazione: "Tutto questo è falso", ha dichiarato Rajoy, "Io non ho mai ricevuto o distribuito denaro in nero".

Ma, dal fronte dell'opposizione il partito Socialista va all'attacco e chiede che proseguano le indagini sulla "cupola" del PP.

I dirigenti Popolari intanto gettano fango su Luis Bárcenas, "un impostore che ha rubato denaro al partito in tutti questi anni", ma in molti temono che il loro nome salti fuori da quelle quattordici pagine a quadretti gelosamente custodite dall'ex tesoriere. Uno scandalo di proporzioni colossali che ha fatto ulteriormente crollare la fiducia degli spagnoli nei partiti politici.

Secondo un'indagine condotta da Metroscopia , il 63% degli spagnoli crede che la corruzione politica sia enormemente cresciuta con la crisi. Per il 54% ha superato il livello di guardia degli altri Paesi dell'Unione europea e - dato agghiacciante - il 95% degli intervistati nutre una totale sfiducia nella capacità dei partiti di risanarsi dall'interno e, allo stesso tempo, nell'efficacia della Giustizia di combattere il fenomeno.

Un panorama desolante che, unito al de profundis dell'economia spagnola, fa tremare il terreno sotto ai piedi (già instabili) di Mariano Rajoy. In molti a Madrid sono scesi in piazza per chiedere al premier di fare un passo indietro e dimettersi.

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