Rita Fenini

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18 aprile 2016
Dal primo sisma di magnitudo 6.4 che la sera di giovedì 14 aprile ha colpito la zona della prefettura di Kumamoto in Giappone  fino alle 11:00 del mattino di oggi, si sono susseguite almeno 500 scosse di assestamento nell'isola del Kyushu, 4 delle quali di magnitudo superiori a 6.

I morti a causa del sisma accertati sono 42, ma mancano ancora all'appello nove persone nel villaggio di Minamiaso, investito da una valanga. Dall'inizio dell'attività sismica circa 105.000 persone sono state evacuate dalla prefettura di Kumamoto e 270.000 abitazioni hanno registrato l'interruzione dei servizi idrici.

Nella città di Kumamoto, che dà il nome anche all'omonima prefettura, ben 3 terremoti con magnitudo superiore a 4 hanno avuto luogo tra la mezzanotte di domenica e la tarda mattinata di lunedì. Ancora più alta la frequenza all'interno della prefettura di Oita, con 5 scosse di assestamento di magnitudo 3 nella giornata di domenica. I meteorologi prevedono pioggia intermittente che potrebbe favorire la formazione di slavine in un territorio già provato dai recenti crolli delle principali arterie stradali e gli smottamenti del terreno lungo i collegamenti di molti paesi all'interno. 

Gli scienziati adesso temono che l'attività sismica nell'isola del Kyushu possa innescare una reazione a catena su altre faglie attive che si estendono a est dell'arcipelago. Un numero elevato di fratture punteggiano la fenditura Beppu-Shimabara, capace di attraversare l'intera isola del Kyushu da est a ovest estendendosi fino alla Linea Tettonica Mediana. Quest'ultima è la più lunga del Paese: si estende circa 1.000 km dalla pianura del Kanto, percorrendo da est a ovest Gunma, Nagano, la prefettura di Tokushima e l'intera isola del Kyushu nel sud dell'arcipelago. Secondo Ichiro Kawasaki, professore emerito di Sismologia all'Università di Kyoto, in base allo spostamento dell'epicentro osservato dal primo terremoto di giovedì è lecito pensare che il movimento di una faglia possa risvegliare altre fratture, aumentando la pressione su una estesa linea.

14 aprile 2016

Un sisma di magnitudo 6.4 ha colpito la zona della prefettura di Kumamoto, in Giappone. Mashiki è la città che ha subito i danni maggiori. Pesantemente danneggiato anche il celebre castello di Kumamoto, la cui zona è stata interdetta al pubblico. Al momento sono 9 i morti accertati e almeno 765 le persone sottoposte a cure (53 delle quali con ferite gravi), ma il bilancio pare sia destinato a salire.

Per precauzione, molte abitazioni sono state evacuate e secondo i dati resi noti della prefettura centrale, circa 44.000 persone sono state sistemate in 500 centri di accoglienza organizzati all' interno della regione. Il governo ha inviato nelle zone colpite dal sisma mezzi di soccorso e più di 1.000 agenti specializzati per coordinare le manovre di assistenza.

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