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È rientrato l'allarme tsunami sulle aree della costa orientale del Giappone, dopo il terremoto di magnitudo di 7.4 che il 21 novembre ha colpito il nord-est del Paese alle 5:59 ora locale (le 21:59 in Italia) lungo la costa di Fukushima. Il movimento tellurico è avvenuto a una profondità di 25 chilometri e ha avuto come epicentro una zona della prefettura di Fukushima dove sono in funzione ancora due reattori nucleari

L'allerta tsunami era stata lanciato in due regioni (Fukushima e Miyagi) e onde alte poco più di un metro hanno colpito anche la zona della centrale nucleare di Fukushima Naichii, sinistrata dal devastante terremoto del 2011. La compagnia Tepco, proprietaria dell'impianto, ha confermato che un'onda di un metro ha toccato le coste adiacenti, ma che contrariamente alle informazioni date in precedenza, non si è registrato alcun incidente.

Uno dei sistemi di refrigerazione della piscina di combustibile utilizzato dal reattore 3 di Fukushima Daini si è fermato, ma il suo funzionamento è ripreso poco dopo. Due ore dopo il terremoto, sulla costa di Sendai, nella prefettura di Miyagi, si è registrata un'onda di 1,4 metri.

Benché rientrato, quello di ieri è stato il primo allarme tsunami dal dicembre 2012, con l'avviso alla popolazione di evacuare. Tutti i voli aerei da e per l'aeroporto di Sendai sono stati interrotti a causa dell'allarme tsunami. Il capo di Gabinetto Yoshihide Suga, nel corso di una conferenza, ha detto che non ci sono segnalazioni di danni a edifici, strutture e arterie stradali. Sei persone hanno riportato lievi ferite. (ANSA/AGI)

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