Luigi Gavazzi

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È una nuova guerra fredda. Anzi no, non ancora. A giorni alterni si applica, salvo poi cambiare idea, il frame analitico più semplice e banale, ogni volta che le relazioni fra l'Occidente e la Russia raggiungono nuove punte di tensione.

Oggi le agenzie battono una serie di dichiarazioni insieme sprezzanti e concilianti di Vladimir Putin, presidente della Russia, in versione "mi piacerebbe che fossi trattato da statista ragionevole".

Nonostante il fumo che confonde, fumo alimentato anche da un bel po' di amici e "compagni di strada" che Putin ha in occidente, è chiaro che il punto decisivo del confronto adesso è il terribile bombardamento dei civili di Aleppo, condotto dall'aviazione russa e da quella del presidente siriano Assad.

Niente Parigi
Martedì Putin ha cancellando la visita a Parigi, prevista per il 19 ottobre. Doveva inaugurare la nuova cattedrale ortodossa. Nelle scorse settimane sono continuati i duri confronti fra il Cremlino e il governo americano a proposito della Siria e del rifiuto russo a rispettare e far rispettare una tregua per salvare gli abitanti di Aleppo.
La tensione con la Francia non dovrebbe sorprendere, visto che Hollande sulla questione la pensa come Obama.

Il massacro di Aleppo
I russi insieme con Assad stanno massacrando i civili ad Aleppo est, con la scusa di combattere i terroristi, perché per la loro condotta della guerra sarebbe fondamentale completare la conquista di quella parte del paese prima che il nuovo presidente degli Stati Uniti decida una strategia più interventista.
I francesi, come gli americani, hanno apertamente detto che Putin e Assad stanno compiendo crimini di guerra (esattamente come molte Ong che vedono direttamente cosa sta succedendo nella città nel nord della Siria).

La risoluzione francese al consiglio di sicurezza Onu
Parigi sabato scorso ha presentato una risoluzione al Consiglio di sicurezza dell'Onu che proponeva un immediato "cessate il fuoco" per Aleppo. La Russia ha esercitato il suo "diritto di veto" e ha ovviamente bloccato tutto.
Hollande, allora ha alzato i toni, dicendo che, venisse pure Putin, lui non avrebbe partecipato ad alcuna manifestazione pubblica con il capo del Cremlino.

Ucraina, Crimea, Nato
Ovviamente il quadro più ampio include sempre l'aggressione russa all'Ucraina, la guerra a bassa intensità fra l'esercito di Kiev e i ribelli filo-russi nell'est, sostenuta da Mosca (con abbattimento dell'aereo della Malaysia Airlines compreso), l'annessione della Crimea.
E d'altra parte, ci sono il disagio/rabbia di Putin per le sanzioni europee contro la Russia, proprio per l'Ucraina, che affianca il suo timore/ossessione per il rafforzamento della Nato nei paesi europei che fino al 1991 erano parte dell'impero sovietico (la cui caduta, ama ripetere Putin: "è la più grande tragedia del ventesimo secolo").

Il dialogo
Hollande martedì ha comunque precisato che sarebbe disponibile a incontrare Putin, il dialogo infatti è importante; tuttavia lo farebbe solo se se ci fosse una reale possibilità di far cessare i bombardamenti su Aleppo.

La Francia è stata coerente
Come scrive mercoledì sul Sole 24 Ore Vittorio Emanuele Parsi, "la posizione della Francia è semplice e coerente: l'azione di sostegno di Putin al regime di Assad non può arrivare al punto di fornire assistenza militare e copertura politica al deliberato massacro della popolazione civile di Aleppo est".
I crimini contro l'umanità di Assad e Mosca "hanno inevitabilmente un impatto devastante sulle relazioni tra la Francia (e l'Europa) e la Russia".

Putin vuole riportare la Russia a un ruolo di primo piano nella politica internazionale. Lo fa con un misto di opportunismo, cinismo e visione strategica (oltre che di rabbioso risentimento), approfittando, in Medio Oriente, di una certa debolezza della politica americana.

Limiti a Putin
È però indispensabile - sostengono i francesi e gli americani - che vengano messi dei limiti alla libertà di azione senza scrupoli di Putin. Il fatto che gli Stati Uniti e la Francia ritengano inammissibile lo sterminio della popolazione civile di Aleppo, dovrebbe essere ribadito da tutta l'Europa.

Sabato incontro Kerry-Lavrov
Oggi comunque, dicono le agenzie, aumentano le possibilità che Stati Uniti e Russia riprendano i colloqui sulla tregua in Siria interrotti il 3 ottobre scorso.
Scrive l'Agi che il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov e il segretario di Stato Usa John Kerry si incontreranno sabato prossimo a Losanna in Svizzera per discutere della crisi siriana. Al tavolo saranno presenti anche le potenze regionali, rivali tra di loro. Tre ostili al regime siriano: Turchia, Qatar e soprattutto Arabia Saudita; e l'Iran, alleato di Damasco.

Il Papa: una tregua per evacuare i bambini
Questa mattina il Papa ha chiesto "una tregua almeno per fare evacuare i bambini. Imploro con tutta la mia forza", ha detto il Pontefice a conclusione dell'udienza generale in piazza San Pietro.
Ad Aleppo comunque i bombardamenti proseguono violenti.

Il premier Matteo Renzi ha chiesto che la crisi siriana, ma anche i difficili rapporti con la Russia e l'intero 'pacchetto' mediorientale, siano sul tavolo del prossimo Consiglio Ue.

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