Ma Strauss Kahn è un criminale o un peccatore?

All'indomani dell'apertura del processo contro DSK, i media francesi si interrogano: è solo un processo alla morale dell'ex direttore del FMI?

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DSK con Myriam L'Aouffir al Deauville American Film Festival nel settembre 2014 – Credits: ANSA FOTO

Paolo Papi

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Dopo il figlio segreto di Francois Mitterand, le corna di Francois Hollande, la movimentata vita coniugale di Nicolas Sarkozy, il caso Domenique Strauss Kahn, l'ex direttore del Fmi finito sotto processo a Lille, in Francia, per «proxénétisme aggravee», sfruttamento aggravato della prostituzione, ai sensi dell'articolo 225 del codice penale

«È un reato dai contorni giuridici abbastanza vaghi» scrive Le Monde, a maggior ragione se, come hanno confermato anche i giudici che lo hanno interrogato, il presunto «sfruttatore» non solo non pagava per i suoi «festini libertini» cui partecipavano anche alcuni suoi amici imprenditori, ma anche non aveva idea che quelle ragazze di cui poteva garantirsi le grazie senza tirar fuori un euro fossero tutte escort professioniste, consapevoli, adulte e vaccinate. Semplicemente, come sovente accade agli uomini di potere, non se lo domandava. «È un reato che è stato scritto venticinque anni fa. Ven-ti-cin-que! In venticinque anni il costume della nostra società è profondamente cambiato» ha detto Hubert Delarue, l'avvocato di René Kojfer, il responsabile delle relazioni pubbliche del hotel Carlton, anche lui finito sotto processo e sospettato di ingaggiare le prostitute per offrirle ai suoi clienti più facoltosi. Per molti cittadini francesi DSK era un cliente di escort, non uno «magnaccia» come sostiene l'accusa.


Non pensavo che i miei nemici arrivassero a tanto Domenique Strauss Kahn

ONDATA NEOPURITANA
Qualcuno in Francia sospetta che, dietro questo processo a quello che è stato uno degli uomini più potenti del Paese, vi sia in realtà una voglia di neopuritanesimo. Il desiderio di punire qualcuno per il suo «stile di vita», non per i reati che eventualmente avrebbe commesso. Di «inquisizione femminista permanente» ha parlato Elisabeth Levy, direttrice di Causeur, nonché firmataria di Non toccate la mia puttana. Manifesto dei 343 maiali, un'iniziativa che lo scorso anno, sull'onda del processo contro Dsk, rivendicò il diritto di ciascun cittadino di fare ciò che vuole nella  camera da letto, anche ricorrere al sesso mercenario. «Oggi la prostituzione  domani la pornografia, che cosa si vieterà ancora? Non è accettabile che i parlamentari proclamino delle norme sui nostri desideri e i nostri piaceri» scrivevano. «Stiamo giudicando il piano morale o quello penale?»  è la domanda che si fanno un po' tutti gli intellettuali e i giornalisti progressisti e liberali francesi in questi giorni. 

IPOTESI COMPLOTTO
Ma non solo: qualcun altro, come il quotidiano Libération, ha avanzato l'ipotesi che non solo l’intera inchiesta di Lille ma anche tutte le accuse che hanno distrutto la vita di DSK, a cominciare dall'arresto avvenuto a New York, possano essere frutto di «un complotto» per stroncarne le ambizioni presidenziali, amplificando i risultati delle indagini e portando in aula un impianto accusatorio basato sul nulla, su una condanna morale, non penale. Un'ipotesi di cui parlò lo stesso Dsk, dopo il suo arresto avvenuto a New York nel 2011, per un'accusa di violenza carnale, rivelatasi infondata, di una cameriera di un hotel dove soggiornava. «Non pensavo che i miei nemici arrivassero a tanto» disse, laddove tutti pensarono immediatamente a Sarkozy.

I SONDAGGI, NONOSTANTE TUTTO, LO PREMIANO
Nonostante la rivelazioni di quasi tutti i particolari dello scandalo, anche i più scabrosi o (dis)gustosi, a seconda dei punti di vista, nonostante il dibattito che ha scatenato in Francia questo processo, i cittadini francesi però sembrano piuttosto indulgenti e tolleranti nei confronti di quest'uomo che, secondo tutti i sondaggi, avrebbe dovuto salire all'Eliseo al posto di Hollande, tanto era popolare e ritenuto affidabile.
  Un altro sondaggio del quotidiano Le Parisien ha rivelato che il 79 per cento dei 1008 intervistati pensa che DSK sarebbe stato un presidente migliore di Hollande, e quasi il 60% che la situazione nel paese sarebbe oggi migliore se DSK avesse concorso - e vinto - nel 2012. Un altro sondaggio della società Odoxa ha trovato che i francesi sanno distinguere bene tra la condotta personale di un politico e le sue capacità di governo: come riporta France24, due terzi degli intervistati ha definito DSK misoginoimmorale, ma l’84 per cento pensa che sia intelligente e il 78 per cento lo definisce competente. (PP)



 

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