Redazione

-

Fabrizia Di Lorenzo, 31 anni, originaria di Sulmona ma residente a Berlino da diversi anni: è lei l'italiana morta nella strage del mercatino di Natale e considerata inizialmente solo dispersa dopo che il suo cellulare era stato ritrovato sul luogo dell'attentato.

- LEGGI ANCHE: La dinamica dell'attentato
- LEGGI ANCHE: Chi sono tutte le vittime dell'attentato

È stato il Ministro degli Esteri Angelino Alfano a dare la conferma questa mattina: "La magistratura tedesca ha esaurito le verifiche necessarie e purtroppo, ormai c'è la certezza che, fra le vittime, c'è l'italiana Fabrizia Di Lorenzo. Sono affettuosamente vicino alla famiglia e ai suoi cari, condividendone l'immenso dolore", ha concluso il responsabile della Farnesina.

Immediato il ricordo in una nota del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "La notizia della identificazione di Fabrizia Di Lorenzo tra le vittime della strage di Berlino conferma i peggiori timori dei giorni scorsi. Il dolore per la sua morte è grande. Ancora una volta una nostra giovane connazionale rimane, all'estero, vittima della insensata ed esecrabile violenza del terrorismo. Esprimo ai genitori e al fratello di Fabrizia la solidarietà e la vicinanza di tutto il nostro Paese".

Partecipe anche il premier Paolo Gentiloni:

 

Fabrizia Di Lorenzo, lavorava alla 4Flow come dal 2015 come addetta per la gestione delle spedizioni. Era laureata alla Sapienza a Roma in mediazione linguistico-culturale e anche in relazioni internazionali e diplomatiche a Bologna. La Germania era stata già la sua seconda casa tra il 2006 e il 2007 quando, Erasmus, aveva studiato alla Freie Universitat di Berlino. Su twitter il 5 dicembre scorso, dopo l'esito del referendum costituzionale, aveva postato una scena del film "La meglio gioventù" in cui un professore universitario recita: "Qui rimane tutto immobile, uguale, in mano ai dinosauri: @matteorenzi, peccato presidente!", aveva scritto.

I giorni di angoscia della famiglia
Già dalla sera dell'attentato un post in Facebook invitava a fornire notizie della giovane, ma l'allarme è scattato solo il 20 dicembre, quando Fabrizia non si è recata al lavoro. La madre e il fratello della ragazza sono immediatamente partiti per Berlino per essere sottoposti all'esame del Dna, il che ha fatto ovviamente pensare alla necessità di identificare una delle vittime. 

In procinto di raggiungere a sua volta la Germania, il padre di Fabrizia - impiegato alle Poste Italiane di Sulmona - nello stesso giorno aveva rilasciato una straziante dichiarazione all'Ansa: "Abbiamo capito che era finita stanotte all'una e mezza: siamo stati noi a chiamare la Farnesina, ma l'aiuto più grande ce lo hanno dato i carabinieri di Sulmona. Ci siamo mossi coi nostri canali, ma da quanto mi dice mio figlio da Berlino, non dovrebbero esserci più dubbi... è lì con mia moglie in attesa del test del dna, aspettiamo conferme, ma non mi illudo".

La conferma è poi, purtroppo, arrivata.

© Riproduzione Riservata

Commenti