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Omar Seddique Mateen, il killer della strage di Orlando ucciso dopo il conflitto a fuoco con la polizia, aveva 29 anni.

Lavorava come guardia privata per la sicurezza, era stato sposato e aveva un figlio di tre anni. Era cittadino americano nato da genitori afghani.

Il killer avrebbe inneggiato all'Isis durante l'azione nel club gay Pulse, dove ha compiuto la strage. Lo ha detto alla Cnn il senatore repubblicano Adam Schiff, membro della commissione di Intelligence alla Camera Usa, che cita funzionari della Homeland Security.

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Il giovane viveva a Fort Pierce, il capoluogo della contea di St. Lucie, in Florida. Secondo quanto riferisce il Daily Beast, Mateen era nato a New York e la donna con la quale è stato sposato per un breve periodo era del New Jersey.

Con imbarazzo l'Fbi ha ammesso che per due volte, nel 2013 e nel 2014 aveva "interrogato, indagato" Mateen.

Ma entrambe le volte nonostante l'uomo "fosse stato posto sotto sorveglianza" le inchieste si sono concluse in un nulla di fatto e i fascicoli chiusi.

Questo ha consentito a Mateen non solo di proseguire la sua attività di agente di sicurezza ma di acquistare del tutto legalmente e solo nei giorni scorsi il fucile d'assolto Ar-15 Bushmaster (il preferito dagli stragisti americani, usato a San Bernadino - dove la matrice del terrorismo islamico è certa - lo scorso dicembre, e nel 2012 nella strage del cinema Aurora in Colorado a luglio e a dicembre poi nella scuola elementare di Newtown in Connecticut).

Il padre del killer Seddique Mateen ha sostenuto domenica che non si e' trattato "di un atto ispirato al terrorismo" ma legato all'omofobia. Qualche mese fa ha rivelato di aver visto il figlio accigliarsi dopo aver visto per strada due uomini che si baciavano.

Nel pomeriggio il Washington Post ha però messo in dubbio l'attendibilità dell'uomo rivelando che l'uomo è un sostenitore dei talebani tanto di essersi espresso a favore degli ex studenti coranici in un video su YouTube. 

Secondo la Cnn, il killer di Orlando era noto all'Fbi ed era una delle cento persone sospettate di essere simpatizzanti dell'Isis sul radar dell'Fbi in Orlando.

Il Daily Beast riferisce che Mateen divenne 'persona di interesse' nel 2013 e poi nuovamente nel 2014. Ad un certo punto, l'Fbi apri' anche un'indagine su di lui, ma poi chiuse la pratica quando non comparve nulla che suggerisse il proseguimento delle indagini.

Secondo la ex moglie, di Omar Mateen era violento e instabile mentalmente e la picchiava spesso durante il periodo del matrimonio.

Si erano conosciuti su Internet otto anni fa e avevano deciso di sposarsi. Per questo lei si è trasferita in Florida. La donna ha riferito ai mdia queste informazioni chiedendo però di restare anonima per timori di diventare bersaglio di vendette.

"Mi picchiava. Arrivava a casa e cominciava a percuotermi semplicemente perché non avevo ancora fatto il bucato".

Il padre
Il padre di Omar Mateen, il 29enne di origini afghane che all'alba di domenica ha compiuto la strage a Orlando, in Florida, ha chiesto pubblicamente scusa per il massacro compiuto dal figlio.

Ma nel passato aveva espresso simpatie per i movimenti fondamentalisti islamici e aveva anche fatto accuse agli Usa.

Il tutto pubblicamente, registrando decine di episodi (ognuno lungo circa un'ora) del suo 'Durand Jirga Show', un bizzarro programma su un canale chiamato Payam-e-Afghan, che trasmette dalla California. I video, in cui Mateen senior parla in 'dari' su una quantita' di argomenti diversi, sono stati postati su YouTube tra il 2015 e il 2016; e danno un'immagine piuttosto confusa dell'uomo che, poche ore dopo il massacro, ha comunque voluto ribadire che il figlio non avesse alcuna motivazione religiosa e che era "un ragazzo molto bravo", che "onorava la vita e rispettava i suoi genitori". "Non so cosa l'abbia indotto a fare tutto questo, lavorava in un'azienda e l'azienda gli aveva dato una pistola", ha aggiunto in un video pubblicato su Facebook poche ore dopo la strage. "Non sapevo che nutrisse odio".

I video registrati nel passato da Seddiqque Mateen mostrano un uomo con un'accesa passione politica: in uno fa finta di essere il presidente afghano (e ordina all'esercito l'arresto della leadership passata e presente, a cominciare da Hamid Karzai e Ashraf Ghani); in un altro, il piu' recente, registrato lo scorso maggio, annuncia la sua candidatura alla presidenza a Kabul (ma le elezioni c'erano state un anno prima).

In un altro episodio, si schiera con i talebani afghani, apprezzando il fatto che mettano in difficoltà il governo pakistano: "I nostri fratelli in Waziristan, i nostri fratelli guerrieri nel movimento talebano e i talebani afghani si stanno levando".

"Inshallah, la Durand Line (la linea di demarcazione tra Pakistan e Afghanistan) sarà presto cancellata". Subito dopo l'attentato l'anziano Mateen ha voluto prendere pubblicamente le distanze dal figlio e ha sottolineato la sua contrarieta' a ogni forma di violenza.

Intervistato dalle emittenti americani, Mateen ha raccontato che aveva visto il figlio un paio di giorni prima della strage: "Non ho notato nulla di diverso rispetto al solito. E quindi sono profondamente confuso, rattristato e molto inquieto. Io ho cara la mia famiglia ma tutta la mia famiglia è vicina a quanti hanno perso i loro figli. Prego per loro e voglio esprimere la mia vicinanza a tutti. Non approvo nessun tipo di violenza, di nessun tipo e natura. Gli ho dato la migliore istruzione possibile: viveva da solo, non con noi. Quello che è successo è stato un'enorme sorpresa e se oggi fosse vivo gli farei una sola domanda: 'Perché lo hai fatto?'"

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