Esteri

Storia dell’ultimo disertore americano fedele alla Corea del Nord

James Dresnok giurò fedeltà a Pyongyang per sfuggire alla condanna della corte marziale Usa per aver abbandonato il posto di guardia

Vita quotidiana in Corea del Nord

Chiara Degl'Innocenti

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Chi era James Joseph Dresnok? Chi era l’ultimo soldato americano ad aver disertato per la Corea del Nord? Chi era colui che aveva promesso fedeltà alla dinastia del "grande leader Kim Jong-un" e di cui, solo adesso, si apprende la notizia della morte?

La sua storia

Nel 1962, quando aveva soli 21 anni Dresnok aveva disertato dal suo esercito per unirsi al regime nordcoreano. Era insieme a una manciata di militari americani quando, dopo la guerra coreana, aveva attraversato la zona smilitarizzata fortemente fortificata oltrepassando il confine.

Sottoposti a duri controlli e interrogatori da parte del regime, agli ex soldati era stato concesso di restare in Corea del Nord e lavorare come un qualsiasi cittadino del paese. Anzi di più.

Dopo un periodo di stretta sorveglianza gli ex militari americani, tra cui Dresnok, erano stati ingaggiati come attori in diversi filmati di propaganda del regime.
Da allora tutti avevano passato il resto della loro vita in quel Paese. Non pentendosi mai della propria scelta.

Secondo quanto hanno annunciato adesso figli di Dresnok, nati dal matrimonio con una cittadina romena Doina Bumbea (che fu portata con l’inganno a Pyongyang da Roma da agenti nordcoreani) dal 2007 l'uomo era rimasto l'ultimo dei sei militari Usa disertori ad essere ancora in vita.

Mai pentito, l’ex soldato Usa aveva mostrato pubblicamente grande soddisfazione per la sua diserzione. L’ultima volta nel 2016, l’anno della sua morte causata da un ictus a novembre, quando aveva rilasciato un’intervista alla Cbs: “Non lascerei la Corea del Nord neanche se ricevessi un miliardo di dollari d’oro su questo tavolo”, aveva detto ammonendo gli “imperialisti statunitensi” e minacciando ritorsioni distruttive del regime contro e la “follia bellicosa” americana.

Il motivo della scelta di Dresnok

Dresnok, che aveva preso parte attiva anche a un documentario sulla sua storia, nel girato a lui dedicato aveva raccontato del suo divorzio dalla moglie americana e aveva giustificato la sua diserzione sostenendo di averlo fatto perché, al suo rientro negli Stati Uniti, sarebbe stato condannato dalla corte marziale per aver abbandonato un turno di guardia per andare in un bordello.

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