Luigi Gavazzi

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UPDATE: Il Presidente americano Donald Trump il 5 aprile 2017 ha rimosso Steve Bannon, lo stratega della Casa Bianca, dal National Security Council. A volerlo è stato il generale McMaster, scelto da Trump come Consigliere per la sicurezza nazionale. Ecco, in questo post del 15 Novembre 2016 la descrizione di chi sia questo personaggio, la cui nomina aveva tanto fatto discutere.

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Steve Bannon. Un suprematista bianco, ideologo della xenofobia e campione dell'odio razziale, un uomo che vede nel femminismo una fra le peggiori catastrofi contemporanee, il principale ideologo e portavoce del movimento estremista di destra della cosiddetta alt-right, diventa "chief strategist" e "senior counselor" - incarico di grande influenza e importanza - della Casa Bianca di Donald Trump.

Bannon, prima di diventare - lo scorso agosto - responsabile della campagna elettorale del presidente eletto, era executive chairman di Breitbart News Network, l'azienda proprietaria di Breitbart News, il sito di estrema destra che il Southern Poverty Law Center ha definito, una "macchina di propaganda etno-nazionalista bianca".

Il Financial Times oggi invece ci ricorda che la nomina di Bannon a principale consigliere del nuovo presidente è stata accolta con grande favore da David Duke, ex leader del Ku Klux Klan.

Banning, ha detto Duke alla Cnn, sta creando gli aspetti ideologici fondamentali verso i quali stiamo andando. E l'ideologia è l'aspetto più importante di qualsiasi governo.

Anche il capo del partito nazista americano, che ha celebrato l'elezione di Trump come una chiamata all'azione per i membri del suo partito, ha detto che con la scelta di Bannon, il presidente eletto sta dimostrando di dar seguito alle promesse fatte durante la campagna elettorale.

La scorsa estate lo stesso Bannon aveva detto a Mother Jones di aver trasformato Breitbart nella piattaforma di alt-right, un insieme di attivisti che si esprime sopratutto in rete e sui social network, manifestando apertamente il suo odio per gli immigrati, il femminismo, gli ebrei e invocando la "supremazia bianca" come programma politico.

La parte degli Stati Uniti che non ha votato per Trump e i politici democratici dichiarano tutta la preoccupazione per questa piega estremista che si sta delineando nella presidenza Trump.

Adam Jentelson, portavoce del senatore democratico Harry Reid del Nevada ha sottolineato come sia comprensibile che Trump piaccia tanto al Ku Klux Klan quando Trump conferisce un incarico così importante a uno dei massimi propagandisti della retorica e dei temi del suprematismo bianco.

Nell'ottobre del 2015 Bloomberg Businesweek pubblicò un articolo su Bannon, con un titolo esplicito: "This Man Is the Most Dangerous Political Operative in America".

Fra i repubblicani invece continua la tattica di "normalizzazione" di Trump e della sua retorica violenta e razzista.
Reince Priebus, nominato capo di gabinetto (chief of staff) si è limitato a ironizzare dicendo che tanto cattivo Bannon non può essere, visto che ha servito in Marina ed è andato alla Harvard Business School.

Il fatto è che, come dice il New York Times, fra poco più di due mesi Steve Bannon e la sua ideologia velenosa entreranno nell'Ufficio Ovale della Casa Bianca.

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