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Stati Uniti: l'ascesa dei suprematisti bianchi

Crescono i movimenti antisemiti che uccidono per preservare la purezza della razza bianca

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Manifestazione di gruppi neo-nazisti negli Stati Uniti – Credits: Scott Olson/Getty Images

Il terrorismo è una mostruosità che vorremmo cancellare, ma che nella storia recente si è presentato con molti volti diversi: oggi è quello islamico il nemico principale, ma in passato abbiamo dovuto fronteggiare gruppi terroristici di matrice religiosa, ma anche politica o razziale.

Chi è Rita Katz

In molti si sono dedicati a studiare il fenomeno e fra chi ha saputo meglio guardare l'orrore in faccia c'è Rita Katz, una ricercatrice che si è dovuta trasferire negli Stati Uniti dopo aver visto giustiziare entrambi i genitori a Baghdad per la sola ragione di essere ebrei.

Katz, che la testata americana The Daily Beast ha soprannominato Isis Hunter, ha fondato il SITE (Search International Terrorist Entities), un'organizzazione che da anni si è specializzata nel monitoraggio delle attività terroristiche intorno al mondo e si è costruita una reputazione di assoluta autorevolezza nella valutazione, in particolare, dell'autenticità dei video di propaganda dell'Isis e di al Qaida.

La minaccia dei suprematisti bianchi

Oggi la studiosa americana ha deciso di metterci in guardia attraverso le pagine dei giornali con cui collabora contro una nuova minaccia che incombe sugli Stati Uniti: il terrorismo dei suprematisti bianchi. Si tratta di un fenomeno che ha radici profonde e che prende di mira ebrei e immigrati, in nome di una supposta superiorità razziale. Il livello di guardia è ormai superato e i crimini commessi contro la comunità ebraica e i suoi simboli si stanno moltiplicando. Solo nell'ultimo periodo, si sono registrati numerosi atti di vandalismo in tutto il territorio nordamericano, la profanazione di centinaia di tombe nei cimiteri di St. Louis e di Philadelphia e ben centoventuno allarmi-bomba in centri di cultura ebraica nei primi mesi dell'anno. A febbraio, l'Fbi ha sventato un attacco progettato da un suprematista contro una sinagoga in South Carolina.

Come reagisce l'America all'antisemitismo

Il fenomeno è reso ancor più preoccupante dal fatto che si stanno consolidando gruppi ben organizzati che fanno dell'antisemitismo la loro parola d'ordine, cui spesso accompagnano una delirante ideologia contro ogni minoranza, contro l'immigrazione e l'idolatria per Anders Breivik, che uccise quasi ottanta giovani in Norvegia nel 2011 in nome di un tradizionalismo distorto. La violenza corre sulla rete e sui social, dove questi gruppi sono iperattivi e diffondono la loro propaganda, in siti dove sono attive anche figure che si sono già macchiate di crimini esecrabili, come Frazier Glenn Miller (che nel 2014 ha ammazzato tre ebrei americani) e Wade Michael Page (che ha aperto il fuoco contro un tempio Sikh nel 2012, uccidendo sei persone).

Per Rita Katz, gli Stati Uniti non stanno facendo abbastanza per combattere il germe dell'odio, mentre il Presidente Trump e gli altri leader politici del Paese "dovrebbero contrastare il nazionalismo bianco con lo stesso vigore utilizzato contro il terrorismo islamico radicale". E invece secondo Katz i due estremismi continuerebbero ad essere trattati dalle autorità in maniera molto diversa. Eppure, contrastare il radicalismo islamico con vigore ma allo stesso tempo ignorare i focolai di antisemitismo non ha senso, perché questo atteggiamento miope rischia di innescare nel paese un'escalation di terrore, odio e violenza che potrebbe rivelarsi impossibile da contenere e contrastare.

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