Esteri

Sri Lanka: gli islamici temono la rabbia buddhista

I monaci assaltano moschee e università e la minoranza musulmana ha paura di essere cancellata

Colombo. Due settimane fa nella capitale dello Sri Lanka si è tenuta uan conferenza interreligiosa con buddhisti, cristiani e musulmani per placare le tensioni esplose nel paese tra confessioni diverse (Credits: Epa/MA Pushpa Kumara)

Orgoglio buddhista in Sri Lanka. Dopo una serie di attacchi alle moschee da parte dei monaci, adesso la minoranza islamica teme per il peggio e lancia l'allarme: ci vogliono cancellare dal Paese.

E' difficile immaginare monaci buddhisti intenti in atti di aggressione, ma in Sri Lanka da diversi mesi ormai questa sembra essere la norma. Un paio di mesi fa un gruppo di buddhisti ha invaso un college di giurisprudenza, mettendo in piedi una protesta contro gli insegnanti, accusati di aver distorto l'esito degli esami finali in favore degli studenti musulmani.

A seguire, sempre la compagine buddhista ha messo nel mirino una macelleria a Dematagoda, nei pressid ella capitale Colombo, sostenendo che il mattatoio fosse fuorilegge, in quanto gli animali venivano macellati al suo interno. I monaci, anche in questo caso, hanno accusato i musulmani di gestire la macelleria, anche se non ci sono prove concrete al riguardo.

Insomma, la minoranza islamica srilankese non si sente più sicura e denuncia le aggressioni degli attivisti buddhisti che vogliono cancellare le norme halal, il sistema musulmano basato sulle leggi coraniche per classificare gli alimenti.

Durante i 26 anni di guerra civile, la minoranza musulmana (che costituisce il 9% della popolazione del Paese) ha preferito mantenere un profilo basso e non esporsi troppo. Per questa ragione in molti hanno accusato gli islamici di stare dalla parte dello Stato centrale, dimenticando che in tutti gli anni Novanta proprio i musulmani sono stati oggetto di espulsioni di massa dallo Sri lanka, da parte dei guerriglieri Tamil.

Ora i buddhisti sembrano voler ripetere quanto accaduto durante il conflitto che ha devastato il paese. Di fronte a una folla di migliaia di persone il leader dei monaci non ha esitato a esortare gli attivisti affinché diventino "poliziotti non ufficiali contro l'estremismo musulmano".

I buddhisti temono che la minoranza islamica possa crescere demograficamente e rivoltarsi contro la maggioranza, come in precedenza è già successo in altri Paesi, a cominciare dall'Afghanistan, e poi in Indonesia, Pakistan e Malesia.

Per parte islamica, gli imam cercano di gettare acqua sul fuoco e chiedono alla loro comnità di "mantenere la calma" e di "rispettare ogni religione". Ma la tensione è alle stelle e il gruppo buddhista-nazionalista, Sinhala Echo, si lascia andare ad atteggiamenti trionfalistici, dopo la sconfitta dei Tamil.

Un trionfalismo che però lancia l'allarme rosso sulla sicurezza dei gruppi di minoranza che vivono nel paese, inlclusi i cristiani, recentemente attaccati per le "troppe conversionI". In Sri Lanka la piaga degli scontir sociali sembra non essersi ancora completamente sanata.

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