Spagna, nel mirino del fisco gli attori espatriati

Polemiche a Madrid dopo che il ministro delle Finanze ha chiesto alle star del cinema di tornare a pagare le tasse in patria

Penelope Cruz posa per i fotografi a Madrid durante la prima del film "Venuto al mondo" di Sergio Castellitto (Credits: Epa/Sergio Barrenechea)

Anna Mazzone

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Il ministro delle Finanze spagnolo non demorde e torna a battere cassa. Cristobal Montoro ha nuovamente chiesto agli attori espatriati di riportare il loro domicilio fiscale in Spagna e di pagare le tasse al governo di Madrid. E, come se non bastasse, ha anche accusato "gruppi di potere" di evadere il fisco, scatenando le ire dei deputati socialisti.

La crisi economica che attanaglia la Spagna è lungi dall'essere sconfitta e di questi tempi il governo conservatore guidato da Mariano Rajoy sta cercando di trovare soldi un po' ovunque, pur di non dover ricorrere agli aiuti europei. E anche il mondo degli artisti è chiamato a fare la sua parte. O, almeno, quella fetta di attori che hanno fatto fortuna all'estero e che, probabilmente, pagano le tasse in un altro Paese.

Il ministro Montoro non ha fatto nomi e cognomi, ma ha sganciato la bomba in occasione della consegna dei premi Goya per il cinema. E subito tutti hanno pensato a due star del cinema spagnolo che hanno fatto fortuna oltreoceano: Antonio Banderas, Penelope Cruz e suo marito Javier Bardem. Per il momento i tre, che vivono tra la California e la Gran Bretagna, non commentano, ma a scendere sul piede di guerra sono migliaia di loro colleghi che, invece, ancora risiedono in Spagna e che non se la passano poi tanto bene.

Secondo i numeri snocciolati dal sindacato spagnolo di attori, sceneggiatori e registi, circa il 90% degli artisti spagnoli al momento è sotto regime di paro, ossia di sussidio di disoccupazione. La categoria ha risposto piccata alle velate accuse del capo del dicastero delle Finanze e lui si è schernito, ma non troppo.

"E' vero che in Spagna per fortuna non abbiamo nessun caso Depardieu - ha detto il ministro - ma ci sono diversi attori famosi che potrebbero riportare il loro domicilio fiscale in Spagna e così contribuire al rilancio dell'economia. "Fuori i nomi oppure taci", è stata la risposta del gruppo socialista nel Parlamento spagnolo. Prima di puntare il dito contro un'intera categoria - sostengono i socialisti - il ministro avrebbe dovuto essere più accorto.

Ma Cristobal Montoro, proprio durante un'interrogazione parlamentare, ha esposto le sue posizioni (e quelle del Partito Popolare) senza prestare il fianco alle ambiguità: "Lo dovranno capire tutti - ha detto il ministro delle Finanze - tutti gli avversari politici e tutti i gruppi e le categorie che alla fine bisogna pagare fedelmente il proprio conto, perché tutti dobbiamo versare le tasse allo Stato".

Montoro ha poi sottolineato di essere in possesso di informazioni su chi ha spostato il proprio domicilio fiscale al di fuori della Spagna e di fare appello a queste persone affinché contribuiscano all'uscita della Spagna dalla crisi. Ma per ora, al di là del vespaio suscitato in patria, dall'estero nessuno batte un colpo. Sembra proprio che ci sia alcun "figliol prodigo" disposto a spostare il suo domicilio.

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