Il doppio scandalo che inchioda Rajoy

Il premier spagnolo è braccato da un’indagine sulla corruzione nel partito. Ma rischia la poltrona perché il suo governo non sa riformare nulla

Un manifestante chiede più "pita" e meno Rajoy durante una recente protesta anti-governativa a Madrid (Credits: JAIME REINA/AFP/Getty Images)

Marco Pedersini

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I problemi per il premier spagnolo Mariano Rajoy non vengono solo dalla «contabilità B» dell’ex tesoriere del suo Partido popular, Luis Bárcenas (un flusso di mazzette che avrebbe garantito a Rajoy 25 mila euro nel 2009 e 20 mila euro l’anno successivo).

L’emergenza più grave, di cui risente tutto il paese, è quella della contabilità dello stato spagnolo. «Sbaglia chi crede che la Spagna non farà le riforme» aveva promesso con sicurezza Rajoy appena eletto, a fine 2011. Ma dopo un 2012 di sforzi il governo ha perso slancio. 

«Non possiamo chiedere altri sacrifici dopo tutto quello che abbiamo fatto nel 2012» ha sentenziato il vicepremier María Soraya Sáenz de Santamaría, scoprendo il gusto dell’annuncio a effetto: ha presentato una riforma della pubblica amministrazione che dovrebbe far risparmiare 6 miliardi e mezzo di euro allo stato e oltre 16 miliardi ai cittadini.

«Ma io mi sono detto: che strano, si fa una riforma radicale cambiando qualche nome, digitalizzando procedure già inutili e senza licenziare un solo dipendente pubblico?» commenta polemico con Panorama Juan Ramón Rallo, direttore dell’istituto di studi economici Juan de Mariana. «Siamo realistici» prosegue Ramón Rallo conti alla mano «abbiamo un governo vicino alla bancarotta.

I 6 miliardi e mezzo di euro saranno risparmiati in tre anni, quindi il taglio equivale al 2,8 per cento del deficit che abbiamo accumulato solo nel 2012. È molto poco anche se si crede ai numeri del governo, che sono esagerati e già smentiti dai fatti. Molte amministrazioni locali hanno detto che non applicheranno la riforma». Insomma, «il governo si accontenta di riforme col trucco, invece di farne di più ambiziose».

Anche l’Ue si è stancata di vedere Rajoy navigare a vista. Ha erogato 100 miliardi di euro per salvare le banche spagnole nel 2012 e ora vuole risultati. L’agenzia statistica dell’Ue, Eurostat, segue Madrid da vicino perché sospetta che i dati pubblicati dal governo siano stati abbelliti nel 2011 e nel 2012. Il governo di Rajoy ha promesso di creare un’autorità che vigili sui conti.

Tuttavia, avendo un mandato triennale, i responsabili dovranno chiedere una riconferma allo stesso governo che devono controllare, e che resta in carica un anno in più. 

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