Con l'ultimo, gravissimo attacco con il gas contro la popolazione civile, probabilmente a opere delle truppe del regime di Bashar al-Assad, il conflitto siriano raggiunge un livello di atrocità nuovo. Che suscita sdegno e reazioni in tutto il mondo. E mentre a Bruxelles e alle Nazioni Unite continuano, senza troppo costrutto, i dibattiti sulla Siria, ci si interroga sui motivi che hanno spinto il regime a questo livello inaudito di brutalità.

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Assad agisce indisturbato

Su una cosa quasi tutti i commentatori sono concordi: di sicuro ora Assad può agire indisturbato e contare su una totale impunità. In un editoriale del New York Times si ricorda a questo proposito che la Russia, scesa in campo al suo fianco nel 2015, a febbraio ha posto il veto a una risoluzione Onu che lo avrebbe condannato per l'uso delle armi chimiche nel 2014 e nel 2015.


Le incertezze di Trump

La politica di Donald Trump, più interessato a scaricare le responsabilità di quello che accade in Siria su Barak Obama e a colpire l'Isis che alla sconfitta del regime di Assad, è un altro elemento che potrebbe far sentire il dittatore al sicuro. Certo, anche Obama ha perseguito la stessa politca, ma ha cercato soluzioni diplomatiche con la Russia, incoraggiato gli alleati di Assad a condannarlo per crimini di guerra e ha lavorato con la Russia per far accettare ad Assad un accordo sullo smantellamento delle armi chimiche.

Gli attacchi chimici non sono mai finiti

Anche il Guardian concorda sul fatto che Assad agisca nella totale certezza dell'impunità, e ricorda come dal 2013 (anno in cui Bashar al-Assad dopo il massacro di 1.300 persone con il gas, accettò di smantellare tutto l'arsenale chimico) gli attacchi chimici contro la popolazione civile non sono mai del tutto cessati.

Una tragedia di tutti

I terribili effetti degli attacchi con i gas durante la prima guerra mondiale avevano spinto il mondo intero a misure di controllo. Oltre 190 Paesi, ricorda il Guardian, avevano firmato un accordo per bandirle dai conflitti, e la Siria era tra questi paesi. Il timore più grande, adesso è che l'uso dei gas possa tornare a essere considerato lecito e normale. Insomma, se questa immunità di Assad dovesse diventare permanente, spiega il Guardian, la tragedia del popolo siriano potrebbe avere conseguenze anche per altri.

Soluzioni lontane

Le soluzioni per la crisi siriana però sembrano sempre più lontane. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il New York Times sottolinea che Donald Trump a questo punto dovrebbe sostenere una risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu che preveda pesanti sanzioni contro il regime. 

I rischi per l'Europa

Lucio Caracciolo su Repubblica traccia un quadro che vede una soluzione diplomatica molto difficile, con l'ago della bilancia a favore dell'alleanza tra Siria, Russia e Iran e grandi sconfitti i Sauditi. E l'America indebolita da tutto il conflitto, con Trump in forte crisi di credibilità agli occhi del mondo "rischia di incepparsi". Con conseguenze potenzialmente gravi anche per l'Europa: "una ricca parte del conto, Trump la presenterà a noi europei. Tanto per ricordarci che i tempi in cui, secondo Washington, potevamo fruire a sbafo della protezione americana sono finiti".

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