Esteri

Siria: lo shock della Merkel e l'emergenza umanitaria

Situazione sempre più al limite: l'Onu accusa Damasco di crimini contro l'umanità. Il cancelliere "inorridisce" davanti alla violenza dei raid russi

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Redazione

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"Siamo, negli ultimi giorni, non solo agghiacciati ma anche scioccati dalle sofferenze umane di migliaia di persone per i bombardamenti aerei e anche per gli attacchi che provengono dalla parte russa". Così il cancelliere tedesco Angela Merkel, in visita in Turchia, ha gelato la platea in ascolto lanciando un messaggio chiaro a Mosca e all'Onu.

Aleppo "è di fatto sotto assedio" ha sostenuto il premier di Ankara Ahmet Davutoglu, denunciando i raid russi che negli ultimi giorni hanno costretto alla fuga decine di migliaia di civili verso il territorio turco. "Siamo sull'orlo di una nuova tragedia umanitaria".

"In queste circostanze" in cui la Russia continua i suoi raid in Siria, costringendo alla fuga verso i Paesi vicini decine di migliaia di civili, "è difficile che possano avere luogo dei colloqui di pace. Questa situazione deve concludersi rapidamente" ha ribadito Merkel. I colloqui di Ginevra sulla Siria sono stati infatti sospesi la scorsa settimana dall'inviato speciale dell'Onu, Staffan de Mistura.

Merkel ha spiegato che Germania e Turchia intendono fare pressioni congiunte sull'Onu per chiedere di far rispettare una risoluzione di dicembre che invitava tutte le parti coinvolte nel conflitto in Siria a interrompere immediatamente qualsiasi attacco nei confronti della popolazione civile.

Il rapporto Onu
La stessa Onu che proprio oggi ha presentato un rapporto inquietante. "Migliaia di detenuti del governo siriano sono stati picchiati a morte o sono morti a causa delle torture, altri a causa delle condizioni disumane" in cui sono stati tenuti volontariamente. A firmarlo, la commissione d'inchiesta dell'Onu sulla Siria che ha anche accusato l'Isis e molti gruppi dell'opposizione, tra cui il Fronte al Nusra, la branca siriana di Al Qaida, di torture ed esecuzioni sommarie di prigionieri. Atti che equivalgono a "crimini di guerra".

Il rapporto della commissione, dal titolo "Lontani dagli occhi, lontani dalla mente, morti in detenzione nella Repubblica araba siriana", è stato presentato oggi a Ginevra dal presidente della commissione stessa, il brasiliano Paulo Sergio Pinheiro. "L'accertamento delle responsabilità per questi ed altri crimini deve essere parte di ogni soluzione poltica" del conflitto, ha affermato Carla del Ponte, tra i membri della commissione.

Il rapporto sottolinea che decine di migliaia di persone sono detenute dal governo, mentre "altre migliaia sono scomparse dopo essere state arrestate". "Quasi ogni detenuto che è sopravvissuto ed è uscito dalla prigionia, è tornato in libertà dopo aver subito abusi inimmaginabili", ha affermato Pinheiro.

Le varie forze dell'opposizione, il Fronte al Nusra e l'Isis sono accusate di torture e uccisioni e il regime anche di "stupri e altre forme di violenza sessuale".

L'esodo dei profughi
In una situazione del genere, ovvio che anche i numeri di chi tenta di fuggire diventano inquietanti. Sono circa 30.000 i siriani fuggiti da Aleppo e ora ammassati al confine turco, che resta chiuso, come affermato dal presidente russo Davutoglu sempre durante l'incontro. La Turchia accoglierà i circa 30 mila profughi siriani ammassati al confine con la Siria "quando sarà necessario" ha proseguito Davutoglu, spiegando che il flusso di persone causato negli ultimi giorni dai raid russi e dall'avanzata del regime di Bashar al Assad nell'area di Aleppo rappresenta un tentativo di mettere ulteriore pressione a Turchia e Ue.

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