A Hmeimym, nella provincia di Latakia, in Siria, si trova la base militare da cui si muovono le forze aeree russe schierate da Putin sul terreno della guerra siriana. In queste immagini vediamo i cacciabombardieri e gli elicotteri d'attacco impiegati dalla Russia nelle operazioni militari pro Assad.

48 ore di cessate il fuoco
Al termine di due settimane terribili, con bombardamenti su ospedali e moschee e più di 280 civili uccisi, all'una della scorsa notte, le 23 di ieri in Italia, è entrata in vigore ad Aleppo una tregua di 48 ore, sponsorizzata da Usa e Russia.  

Dopo un accordo tra Usa e Russia, Damasco ha ceduto alle pressioni di Mosca ed è stato l'esercito del presidente siriano Bashar al-Assad a comunicare la notizia del cessate il fuoco provvisorio. La tregua sarà in vigore fino alla mezzanotte di domani, 6 maggio.

Si tratta più che altro di uno stop ai bombardamenti. Un corrispondente della France Press ha accertato che sul terreno continuano i feroci combattimenti, come pure a ovest di Damasco in cui il cessate il fuoco era già in vigore. Ad Aleppo la tregua è "potenzialmente molto fragile" a causa del "complesso intrecciarsi di terroristi e forze dell'opposizione", ma "uno vuole sempre sperare in bene", secondo il portavoce di Putin, Dmitri Peskov.

Assad: "Aleppo some Stalingrado"
Intanto a Vladimir Putin è giunto un messaggio di Assad, che ha paragonato i combattimenti ad Aleppo alla sanguinosa battaglia di Stalingrado nella Seconda Guerra Mondiale, vinta dalle truppe sovietiche su quelle naziste nel febbraio del 1943. 

"Aleppo, come molte città siriane, è come Stalingrado - ha scritto Assad, citato dalla Tass -. La loro resistenza dimostra che la Siria, il suo popolo e l'esercito non accetteranno meno di una vittoria assoluta sul terrore e la sconfitta totale dell'aggressione".

Quegli stessi bombardamenti su Aleppo delle ultime due settimane definiti fra i ''peggiori'' dei cinque anni di guerra in Siria da Jeffrey Feltman, capo degli Affari politici dell'Onu, che chiede di portare i responsabili dei bombardamenti davanti alla Corte Penale Internazionale. (ANSA/AGI)

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